di Giuseppe Gagliano –
La firma di cinque accordi tra Tunisia e Arabia Saudita durante la dodicesima sessione del Comitato congiunto bilaterale segna un passaggio rilevante nel rafforzamento dei rapporti economici tra i due Paesi. L’incontro di Riad non si è limitato a ratificare intese settoriali, ma ha definito un quadro di cooperazione strutturata che tocca commercio, investimenti, industria, miniere, logistica, trasformazione digitale e comunicazione.
Sul piano politico, l’intesa risponde a un interesse convergente. Per Tunisi, alle prese con fragilità economiche persistenti, il partenariato con una potenza finanziaria e industriale del Golfo rappresenta una leva fondamentale per attrarre capitali, stabilizzare settori strategici e rilanciare la crescita. Per Riad, il rafforzamento dei legami con un Paese del Maghreb offre un canale di proiezione economica e d’influenza regionale, coerente con una diplomazia economica sempre più assertiva.
Gli accordi firmati in ambito doganale e postale mirano a ridurre le frizioni burocratiche e a facilitare gli scambi. Particolarmente significativo è il memorandum sulla cooperazione mineraria, che apre alla valorizzazione congiunta delle risorse, al trasferimento di know-how e all’ingresso di capitali sauditi in un settore ad alto potenziale per la Tunisia. Le intese nel campo dei media e dello scambio di notizie rispondono invece a una logica di soft power, rafforzando la dimensione culturale e informativa del partenariato.
Il riferimento esplicito alla Vision 2030 chiarisce il contesto strategico saudita. Il programma, promosso dal principe ereditario Mohammed bin Salman, punta a ridurre la dipendenza dagli idrocarburi e a diversificare l’economia attraverso industria, miniere, logistica ed energie rinnovabili. In questo quadro, la Tunisia viene percepita come piattaforma industriale e logistica potenzialmente complementare, oltre che come mercato di sbocco e partner produttivo.
I dati emersi durante i lavori del comitato mostrano una crescita significativa degli scambi, con un aumento del volume commerciale del 38% in un anno. L’obiettivo dichiarato è ora trasformare questa dinamica in investimenti strutturali, attivando pienamente il Consiglio d’affari congiunto e favorendo il riconoscimento reciproco delle certificazioni. La priorità dichiarata resta quella dei settori a maggiore valore aggiunto, in grado di sostenere occupazione qualificata e trasferimento di competenze.
Sul piano geoeconomico, l’intesa si inserisce in una più ampia competizione per l’influenza economica nel Nord Africa. I capitali del Golfo guardano sempre più al Maghreb come area di investimento strategico, mentre i Paesi nordafricani cercano di diversificare i propri partner oltre l’Europa. In questo senso, la cooperazione tunisino-saudita va letta come parte di una ridefinizione degli equilibri economici regionali, in cui l’energia, le infrastrutture e l’industria diventano strumenti di posizionamento strategico.
Gli accordi firmati a Riad non rappresentano solo un rafforzamento tecnico della cooperazione bilaterale, ma delineano un partenariato a vocazione strategica. La loro efficacia dipenderà dalla capacità di tradurre le intese in progetti concreti e investimenti reali. Se ciò avverrà, Tunisia e Arabia Saudita potranno consolidare una relazione che va oltre la contingenza economica e si inserisce in una più ampia riorganizzazione delle alleanze e delle catene del valore nel Mediterraneo allargato e nel mondo arabo.




