di Ghazy Eddaly –
Cresce la preoccupazione in Tunisia dove non sembra conoscere fine il traffico di armi che dalla Libia è diretto in Algeria ed in Mali, dove il nord del paese continua ad essere in mano alle truppe jihadiste dell’Ansar Dine: il governo di Tunisi ha recentemente chiesto supporto agli Stati Uniti per tentare di arginare il contrabbando illegale, effetto collaterale della rivoluzione che nello scorso ottobre ha deposto il rais Muammar Gheddafi.
Giovedì un aereo dell’Aviazione dell’esercito tunisino ha distrutto nel deserto meridionale un convoglio composto da tre automezzi carichi di armi. A quanto si è appreso l’azione ha avuto luogo nei pressi della località di Stah Lahsan, nel governatorato di Tataouine, ad un centinaio di chilometri da Borj El Khadhra, nell’estremo sud del paese.
L’aereo, un F5, stava facendo un servizio di controllo lungo le frontiere in una delle operazioni aumentate di frequenza visti i numerosi traffici di armi che attraversano il paese; individuati i tre mezzi, il velivolo è divenuto oggetto di scariche di armi da fuoco leggere, alle quali ha risposto con le mitragliatrici in dotazione.
In breve l’aereo ha distrutto i tre mezzi, il cui recupero si è comunque presentato difficoltoso a causa del luogo desertico. Non si conosce neppure l’identità dei trafficanti, anche se con ogni probabilità si tratta di libici dediti al contrabbando, che di abitudine seguono le piste poco controllate e dormono in tende.












