di Bessem Ben Dhaou –
TUNISI. Sedici imbarcazioni della “Flotta della Resilienza Globale” hanno lasciato i porti tunisini ieri sera, dirette verso la Striscia di Gaza nel tentativo di rompere l’assedio imposto sul territorio, secondo quanto riferito dai membri della flotta.
Un rappresentante della “Flotta Maghrebina della Resilienza” ha precisato che 11 navi sono salpate dal porto di Biserta (nord della Tunisia) tra sabato sera e domenica, mentre 3 imbarcazioni sono partite dal porto di Gammarth (Tunisi) e altre 2 dal porto di Sidi Bou Said. Ha aggiunto che un’ulteriore nave è ancora ormeggiata a Sidi Bou Said, in attesa di completare le procedure logistiche per poter salpare.
In dichiarazioni rilasciate domenica, Ghassan al-Hanshiri, portavoce della flotta maghrebina, ha affermato che due navi tunisine hanno lasciato il porto di Gammarth dirette a Gaza, sottolineando che il numero totale delle imbarcazioni presenti nello stesso porto era di 8. Ha inoltre confermato che altre carovane provenienti da Italia e Spagna si uniranno in mare alle navi partite dalla Tunisia, per dirigersi insieme verso Gaza.
Il Comitato Internazionale per la Rottura dell’Assedio di Gaza aveva annunciato sabato la partenza della prima nave dal porto di Biserta nell’ambito della flotta. Attualmente la “Flotta della Resilienza Globale” conta circa 50 navi, tra cui 23 provenienti da Paesi maghrebini e 22 da nazioni estere, con la partecipazione di attivisti, politici, parlamentari e artisti provenienti da 47 Paesi di Europa, America Latina, Stati Uniti e Asia.
In precedenza, altre carovane marittime erano salpate dal porto di Barcellona (alla fine di agosto) e dal porto di Genova (1 settembre), per poi giungere progressivamente sulle coste tunisine il 7 settembre, in preparazione alla partenza collettiva verso Gaza.
Si tratta della prima iniziativa di tale portata, mentre in passato singole imbarcazioni dirette verso la Striscia erano state intercettate dalla marina israeliana, che le aveva sequestrate ed espulso gli attivisti a bordo.
Secondo gli organizzatori, l’obiettivo della flotta è rompere l’assedio navale imposto su Gaza e aprire un corridoio umanitario per fornire aiuti alla popolazione.
Dal 2 marzo scorso Israele mantiene la chiusura totale di tutti i valichi verso Gaza, cosa che ha provocato una grave crisi umanitaria, che diverse organizzazioni internazionali hanno descritto come “carestia”.
Secondo il Ministero della Sanità di Gaza, l’escalation militare israeliana in corso dal 7 ottobre 2023 ha causato la morte di oltre 64mila persone e il ferimento di circa 164mila, in gran parte donne e bambini, oltre allo sfollamento di centinaia di migliaia di civili, in un contesto di emergenza umanitaria senza precedenti.












