Tunisia. Lanciato con l’Ue un modello di migrazione sicura

di Bessem Ben Dhaou

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TUNISI. Nel contesto delle rapide trasformazioni che stanno interessando le politiche migratorie su entrambe le sponde del Mediterraneo, la Tunisia si prepara ad ospitare, mercoledì 8 aprile 2026, il lancio ufficiale di una nuova fase del progetto “Migrazione Professionale Sicura” (THAMM+ OFII). Si tratta di un programma congiunto attuato in cooperazione tra l’Ufficio francese di Immigrazione e integrazione e (OFII) e il Ministero tunisino dell’Occupazione e della Formazione Professionale, con il sostegno finanziario dell’Unione Europea, in un passo volto a trasformare l’approccio alla migrazione da una logica di contenimento a una di regolamentazione e integrazione economica tra Paesi di origine e di destinazione.
Il progetto rappresenta un’estensione del programma regionale “THAMM”, sviluppato nell’ambito di un partenariato multilaterale che coinvolge, oltre alla Tunisia, diversi Paesi europei tra cui Francia, Germania e Belgio. Esso mira principalmente a istituire sistemi di migrazione legale e organizzata, basati sull’allineamento tra domanda e offerta nei mercati del lavoro, garantendo al contempo la tutela dei diritti dei lavoratori migranti in conformità con gli standard internazionali del lavoro.
La nuova fase (THAMM+) si inserisce in un contesto di valutazione positiva della fase precedente, che ha prodotto risultati concreti. Il programma ha infatti consentito l’inserimento di centinaia di lavoratori qualificati tunisini nei mercati del lavoro europei: 309 in Germania e 259 in Francia, nell’ambito di contratti stagionali nei settori dell’agricoltura, del turismo e della sanità. Ciò dimostra la capacità di questo modello di trasformare la migrazione in una leva di sviluppo reciproco a beneficio di entrambe le parti.
Il progetto si fonda su un approccio integrato che collega formazione, occupazione e migrazione. I candidati vengono preparati in Tunisia attraverso programmi di formazione professionale specializzati, adeguati alle esigenze dei mercati europei, oltre al rafforzamento delle competenze linguistiche, in particolare del francese professionale, per facilitarne l’integrazione nei contesti lavorativi all’estero. Sul piano operativo, il progetto prevede meccanismi di reclutamento trasparenti tramite l’Agenzia Nazionale per l’Impiego e il Lavoro Autonomo, oltre a piattaforme digitali che facilitano l’incontro tra domanda e offerta di lavoro, contribuendo a rafforzare la governance e a limitare l’intermediazione illegale.
In questo quadro emerge il ruolo centrale delle partnership istituzionali: l’intervento dell’Agenzia Nazionale per l’Impiego e il Lavoro Autonomo si integra con quello di istituzioni formative tunisine, come l’Agenzia di Orientamento e Formazione Agricola, nonché con organizzazioni professionali europee, al fine di garantire la qualità del reclutamento e l’adeguatezza delle competenze alle esigenze dei datori di lavoro. Ciò rafforza la credibilità di questo modello come alternativa concreta alla migrazione irregolare.
L’obiettivo strategico del progetto non si limita alla creazione di opportunità di lavoro all’estero, ma mira anche ad affrontare le cause strutturali della migrazione irregolare, attraverso l’apertura di canali legali e sicuri per i giovani. Questo contribuisce a ridurre i rischi della migrazione clandestina e, allo stesso tempo, favorisce il trasferimento di competenze e conoscenze, sia attraverso il ritorno dei lavoratori sia tramite il contributo delle competenze all’estero allo sviluppo dell’economia nazionale.
L’iniziativa si inserisce inoltre in un più ampio orientamento europeo noto come “Partenariato per i Talenti”, che mira a organizzare i flussi di manodopera tra l’Europa e il suo vicinato meridionale, in risposta a crescenti esigenze economiche in settori che soffrono di carenza di personale, come agricoltura, edilizia e servizi, offrendo al contempo opportunità di lavoro regolari ai lavoratori provenienti dai Paesi del Sud.
In questo senso, il lancio ufficiale di questa nuova fase l’8 aprile 2026 rappresenta una tappa fondamentale nel percorso di cooperazione tra Tunisia e Unione Europea nel campo della migrazione. Esso pone le basi per un modello avanzato fondato sull’equilibrio tra esigenze di sviluppo economico e rispetto dei diritti umani, segnando un passaggio qualitativo da un approccio securitario e contingente a una politica pubblica basata su partenariati sostenibili e sviluppo equilibrato.