di Mohamed Ben Abdallah –
Si è svolto ieri, mercoledì, presso la sede del Ministero della Difesa tunisino, un incontro tra il ministro della Difesa nazionale Khaled Sehili e il capo di Stato Maggiore della Marina Militare italiana, ammiraglio Giuseppe Berutti Bergotto, alla presenza dell’ambasciatore d’Italia a Tunisi e del capo di Stato Maggiore della Marina tunisina.
Nel corso del colloquio, il ministro ha sottolineato la solidità delle relazioni storiche tra Tunisia e Italia, evidenziando l’elevato livello di coordinamento tra le rispettive marine e la crescente diversificazione della cooperazione militare. Tra i principali ambiti di collaborazione figurano lo scambio di competenze, la formazione dei sommozzatori, le attività nel dominio subacqueo e l’idrografia, settore strategico per la sicurezza della navigazione. È stato inoltre ribadito il valore dello scambio di ufficiali osservatori durante le esercitazioni navali organizzate nei due Paesi.
Secondo quanto riferito in una nota ufficiale del ministero, Sehili ha espresso soddisfazione per la regolare convocazione della Commissione militare congiunta italo-tunisina, lodando in particolare i risultati della sua 27ª sessione, svoltasi a Tunisi lo scorso marzo. Il ministro ha inoltre apprezzato l’impegno nell’attuazione dei programmi di cooperazione e delle attività congiunte, ritenuti fondamentali per il rafforzamento delle capacità operative delle due marine.
Il titolare della Difesa tunisina ha quindi auspicato un ulteriore salto di qualità nei rapporti bilaterali, fino al livello di una partnership strategica fondata su fiducia reciproca, rispetto e una visione condivisa delle sfide di sicurezza nella regione.
Sehili ha inoltre elogiato il contributo italiano allo sviluppo di progetti integrati nelle aree desertiche e nel sud della Tunisia, citando in particolare le esperienze di Rejim Maatoug e El Mohdeth (Kébili), trasformate in oasi produttive capaci di garantire migliori condizioni di vita alle popolazioni locali. Ha inoltre ricordato il sostegno logistico fornito dall’Italia all’istituto di formazione professionale per la subacquea di Zarzis.
Nel suo intervento, il ministro ha ribadito il ruolo della Tunisia come attore chiave per la sicurezza e la stabilità regionale, sottolineando come il Paese affronti, al pari degli altri Stati mediterranei, sfide comuni quali la criminalità transnazionale, la sicurezza energetica, le operazioni di ricerca e soccorso, la migrazione irregolare e la tratta di esseri umani. In un contesto globale segnato da crescenti tensioni geopolitiche ed economiche, ha aggiunto, diventa imprescindibile rafforzare la cooperazione bilaterale e multilaterale con i partner del Mediterraneo, in primis l’Italia.
Da parte sua, l’ammiraglio Berutti Bergotto ha espresso soddisfazione per le solide relazioni di amicizia e collaborazione tra i due Paesi, sia in ambito militare sia nello sviluppo. Ha quindi ribadito l’impegno dell’Italia a proseguire nel rafforzamento della cooperazione bilaterale, con l’obiettivo di consolidare le capacità operative delle due marine e contribuire alla sicurezza e stabilità dell’area mediterranea.




