di Bessem Ben Dhaou –
SFAX (Tunisia). Le autorità tunisine hanno annunciato una scoperta archeologica di grande rilievo nella regione di Kasserine, nell’ovest del Paese, dove è stata rinvenuta una necropoli risalente all’antichità tarda durante gli scavi legati alla costruzione di un nuovo ospedale regionale, nella zona di Sbiba.
Secondo l’Istituto Nazionale del Patrimonio (INP), la scoperta è avvenuta nell’ambito di uno scavo d’emergenza lanciato immediatamente dopo il ritrovamento fortuito del sito. Le operazioni hanno permesso la documentazione dettagliata di numerose tombe attraverso tecniche topografiche, archeologiche e fotogrammetriche avanzate. I reperti ossei e materiali sono stati trasferiti ai depositi regionali dell’INP per successive analisi storiche e antropologiche.
Le analisi preliminari indicano la presenza di due distinti tipi di sepoltura: il primo comprende tombe a forma di grandi anfore fittili, probabilmente destinate alla sepoltura di bambini, una pratica nota nelle civiltà antiche e già documentata nella città romana di El Jem. Il secondo tipo include sepolture rettangolari contenenti scheletri coperti da tegole ceramiche curve.
Gli esperti stimano che il sito risalga a un periodo compreso tra il III e l’VIII secolo d.C., rafforzando l’ipotesi che la zona costituisse un’estensione urbana dell’antica città di Civas durante l’antichità tarda.
Questa scoperta si aggiunge a una serie di testimonianze archeologiche che illustrano la storia della città, tra cui una fortezza bizantina, terme romane, una fontana pubblica e iscrizioni in latino e punico.
Il progetto di ricerca è stato guidato da un’équipe di specialisti dell’Istituto Nazionale del Patrimonio, in collaborazione con esperti del laboratorio di antropologia del Museo di Cartagine, sotto la supervisione di Hamdan Ben Ramadan, responsabile scientifico del patrimonio nella regione di Kasserine.












