di Ghazy Eddaly –
Gli agenti delle Forze di sicurezza tunisine hanno arrestato a Susa, importante località balneare tunisina situata a 140 km a sud di Tunisi, “due terroristi molto pericolosi”, i quali stavano per commettere l’omicidio di un politico. Lo ha comunicato il Ministero dell’Interno, il quale non ha tuttavia svelato identità l’identità dell’uomo che era nel mirino dei terroristi. Nostre fonti hanno rilevato che il politico in questione è Kamel Morjane, del partito al-Moubadara, già ambasciatore di Ben Alì all’Onu e Primo Ministro nel 2011. al-Moubadara gode di quattro rappresentanti all’Assemblea nazionale ed è di ispirazione laica.
Dei due arrestati si sospetta che uno possa essere stato l’omicida del leader del Fronte popolare, Mohamed Brahmi, avvenuto lo scorso 25 luglio.
L’interessato, Kamel Morjane, ha comunque riferito di non essersi accorto di nulla e di non ritenere possibile che sia stato lui l’obiettivo dei terroristi; il suo partito ha comunque chiesto al ministero della Difesa che sia garantita la sicurezza del politico.
Nella notte la polizia ha compiuto un raid ad al-Wardia, quartiere di Tunisi: entrando in una casa gli agenti si sono trovati in un conflitto a fuoco con alcuni terroristi; un uomo è stato ucciso e cinque sono stati arrestati, mentre nell’abitazione sono state rinvenute diverse armi; un secondo raid è stato compiuto a Kasserine, città ai piedi del monte Chaambi, il quale è rifugio per alcuni gruppi di jihadisti e dove pochi giorni fa sono stati uccisi otto militari: in questo caso sono stati uccisi dieci terroristi, mentre tre sono rimasti feriti.
Dopo l’omicidio dell’esponente dell’opposizione, Mohamed Brahmi, attribuito, come nel caso dell’uccisione di Chokri Belaid, a cellule jihadiste, la Tunisia è ripiombata in una crisi politica, con il governo di Ennahda consensi e persino membri, come nel caso del ministro dell’Istruzione, Salem Labyedh.
Nella notte vi è stata una manifestazione di decine di migliaia (150mila secondo gli organizzatori) di sostenitori di Ennahda (formazione che ha comunque sempre preso le distanze dagli omicidi dei politici e dalle violenze) che si è svolta nella notte: la Tunisia, stretta dalla morsa della crisi e della disoccupazione giovanile, sta ancora aspettando che l’Assemblea costituente licenzi la Costituzione e quindi si possa arrivare alle elezioni politiche.












