di Giuseppe Gagliano –

L’incontro ad Ankara tra il presidente Recep Tayyip Erdoğan e il capo dell’esercito pakistano Asim Munir conferma il rafforzamento della partnership strategica tra Turchia e Pakistan, destinata ad avere ripercussioni sugli equilibri del Medio Oriente, dell’Asia meridionale e del Mediterraneo orientale. Al centro della cooperazione vi sono difesa, industria militare, tecnologia ed economia, con l’obiettivo di accrescere l’autonomia dei due Paesi nello scenario internazionale.

La collaborazione si concentra soprattutto sul settore della difesa. Ankara sostiene la modernizzazione delle forze armate pakistane attraverso programmi navali, aggiornamenti degli F-16 e cooperazione nello sviluppo di droni, uno dei comparti nei quali l’industria militare turca ha conquistato una posizione di rilievo. Per Islamabad ciò significa rafforzare la propria capacità produttiva e ridurre la dipendenza dai fornitori stranieri, mentre la Turchia consolida il ruolo della propria industria bellica come strumento di politica estera.

L’intesa è osservata con attenzione dall’India, che considera il crescente sostegno turco al Pakistan un fattore destinato ad alimentare la competizione strategica nell’Asia meridionale. Nuova Delhi continua infatti a rafforzare la cooperazione militare con Stati Uniti, Israele, Francia e Russia per mantenere il proprio vantaggio regionale.

Particolare rilievo assume anche il fattore nucleare. Il Pakistan resta l’unica potenza atomica del mondo islamico e la crescente vicinanza con Ankara e con l’Arabia Saudita alimenta le ipotesi di una più stretta cooperazione strategica tra i tre Paesi, pur in assenza di elementi che indichino la nascita di un sistema condiviso di deterrenza nucleare.

Accanto alla sicurezza cresce anche la collaborazione economica. Le forniture militari favoriscono investimenti e trasferimenti tecnologici, mentre nuove opportunità riguardano energia, infrastrutture, industria e trasporti. Permangono tuttavia le difficoltà economiche di entrambi i Paesi, che rendono determinante il possibile sostegno finanziario delle monarchie del Golfo.

Sul piano politico e culturale, Ankara continua inoltre a rafforzare la propria influenza in Pakistan attraverso produzioni televisive e iniziative di cooperazione che alimentano l’immagine della Turchia come punto di riferimento del mondo musulmano.

L’incontro tra Erdoğan e Munir conferma così la volontà di costruire una rete di cooperazione tra Turchia, Pakistan e Paesi del Golfo capace di accrescere il peso delle potenze regionali nei confronti di Stati Uniti, Cina e Russia. Un processo ancora in evoluzione, ma destinato a incidere sempre più sugli equilibri geopolitici tra Mediterraneo orientale e Asia meridionale.