di Adkhamjon Janobiddinov –
La cooperazione educativa tra Turchia e paesi dell’Asia centrale si conferma uno dei principali strumenti con cui Ankara rafforza la propria presenza nella regione. Negli ultimi trent’anni borse di studio, università congiunte, programmi di ricerca e iniziative culturali hanno consolidato relazioni sempre più strutturate, mentre l’Organizzazione degli Stati Turkici (OTS) è diventata la piattaforma di riferimento per promuovere l’integrazione accademica.
Dopo una prima fase caratterizzata soprattutto dai legami linguistici e culturali seguiti alla dissoluzione dell’Unione Sovietica, la cooperazione si è progressivamente orientata verso obiettivi più concreti, come la formazione della forza lavoro, la ricerca scientifica, l’innovazione tecnologica e la trasformazione digitale. Attraverso organismi come TİKA, la Fondazione Maarif e il programma Türkiye Scholarships, la Turchia ha ampliato la propria presenza nell’istruzione dell’Asia centrale, favorendo il riconoscimento dei titoli di studio, gli scambi di docenti e i programmi universitari condivisi.
L’OTS ha ulteriormente rafforzato questo processo con la strategia “Visione del Mondo Turkico 2040”, che punta ad armonizzare i sistemi educativi, facilitare la mobilità accademica e sviluppare progetti comuni di ricerca. Restano invece più controverse le iniziative legate all’identità culturale condivisa, come l’adozione di un alfabeto turkico comune o l’insegnamento di una storia comune. Sebbene Kazakistan e Uzbekistan abbiano sostenuto alcune riforme, entrambi continuano a privilegiare le rispettive narrazioni nazionali, posizione condivisa anche dall’Azerbaigian.
Negli ultimi anni la cooperazione si è estesa anche ai settori dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione. Il vertice informale dell’OTS ospitato nel 2026 a Turkistan ha posto al centro dell’agenda la competitività tecnologica, l’innovazione, lo sviluppo delle competenze digitali e le discipline STEM, segnando il passaggio da un’integrazione fondata prevalentemente sui legami culturali a una collaborazione orientata allo sviluppo economico e tecnologico.
Sul piano bilaterale, il Kazakistan ospita la storica Università Ahmet Yesevi, mentre il Kirghizistan rappresenta uno dei partner educativi più consolidati grazie all’Università kirghiso-turca Manas. Anche l’Uzbekistan amplia costantemente la cooperazione con Ankara, pur mantenendo una politica estera multivettoriale che comprende rapporti con Europa, Stati Uniti, Russia e Cina. Più prudente resta invece il Turkmenistan, che limita la propria partecipazione in linea con la tradizionale politica di neutralità.
La cooperazione educativa tra Turchia e Asia centrale continua quindi a rafforzarsi soprattutto nei settori che offrono benefici concreti, come ricerca, innovazione, formazione professionale e mobilità accademica. Le iniziative legate a un’identità turkica comune avanzano invece con maggiore cautela, poiché i governi della regione continuano a considerare prioritarie le rispettive identità nazionali e l’equilibrio delle proprie relazioni internazionali. La solidità del partenariato dipenderà dalla capacità di garantire risorse finanziarie adeguate e di mantenere competitivi i programmi educativi in un contesto internazionale sempre più concorrenziale.












