di Alberto Galvi –

La Turchia ospiterà il vertice COP31 nella città di Antalya, ponendo fine a una lunga disputa con l’Australia. Canberra ha infatti raggiunto un accordo con Ankara per rinunciare alla candidatura e per sostenere che i negoziati preliminari alla riunione delle Nazioni Unite sul clima del 2026 si tengano insieme alle nazioni del Pacifico, mentre la Turchia assumerà la presidenza ufficiale della conferenza.

L’annuncio giunge in concomitanza con la conclusione del vertice sul clima COP30, in corso nella città brasiliana di Belém. La decisione dell’Australia di fare un passo indietro a favore della Turchia dovrà ora essere ratificata dagli oltre 190 Paesi riuniti per la COP30. Tuttavia, viste le difficoltà che hanno portato al compromesso, è improbabile che emergano obiezioni.

La presidenza della COP ruota tradizionalmente tra cinque regioni: Africa, Asia, America Latina e Caraibi, Europa centrale e orientale, e infine Europa occidentale e altri Paesi. Il cambio di rotta dell’Australia rappresenta un momento imbarazzante per il governo guidato da Anthony Albanese, che aveva esercitato pressioni significative per ottenere il sostegno degli altri membri del gruppo “Europa occidentale e altri Paesi”.

Con il ritiro dalla candidatura l’Australia dovrà attendere altri cinque anni prima di potersi proporre nuovamente come sede del vertice. Sia l’Australia sia la Turchia appartengono infatti alla stessa categoria regionale.