Turchia. Per Ozcan servizi segreti impreparati dopo le purghe di Erdogan

di Francesco Cirillo

L’attentato di Istanbul nella notte di capodanno potrebbe essere stato favorito dalle purghe attuate dal presidente turco Recep Tayyp Erdogan contro la cosiddetta rete gulenista. Lo sostiene Nihat Ali Ozcan, ex ufficiale ed oggi esperto militare ed editorialista del quotidiano Milliyet, secondo il quale la mancanza di uomini di esperienza all’interno dei servizi segreti ha in qualche modo contribuito a premettere le circostanze che uno o più membri dell’Isis compissero l’attacco al club Reina, costato la vista a 39 persone.
Ozcan ha spiegato all’Ansa che tale carenza si è evidenziata con gli arresti di militari e membri dei servizi segreti a seguito del presunto golpe, poi fallito, del 15 luglio, come pure ha notato che l’attentato è avvenuto dopo il cambio di strategia di Erdogan in Siria, dove l’esercito turco da 4 mesi ha occupato i territori settentrionali.
Sono quasi 41mila le persone appartenenti alle forze armate, alla polizia, alla magistratura e al mondo accademico e della formazione arrestate dopo il 15 luglio in quanto ritenute seguaci del ricco imam Fethullah Gulen, autoesiliatosi da tempo a Philadelphia, negli Usa. Ai nuovi dirigenti dell’intelligence mancherebbe l’esperienza per affrontare e prevenire i pericoli provenienti dall’Isis e dalle frange estremistiche del Pkk.