di Guido Keller –
L’eventuale adesione dell’Ucraina all’Unione Europea rischia di trasformarsi in un peso economico senza precedenti per il continente. Ne è convinto Marco Carnelos, ex ambasciatore italiano in Iraq ed ex consulente di politica estera dei governi Berlusconi, Prodi e Dini, che lancia un duro monito sulle conseguenze finanziarie dell’allargamento a Kiev.
Intervistato dal giornalista Giorgio Bianchi nel corso della trasmissione “Un giorno speciale” di Radio Radio Tv, Carnelos ha evidenziato come il nodo principale riguardi i costi della ricostruzione del Paese dopo anni di guerra. Secondo l’ex diplomatico, le stime oscillano tra i 500 e i mille miliardi di dollari, una cifra che avrebbe inevitabilmente ripercussioni sui conti europei.
«La ricostruzione ucraina viene stimata come necessità da 500 miliardi di dollari fino ai mille miliardi. E chi se ne fa carico? Se ne fa carico il bilancio dell’Unione Europea», ha affermato Carnelos.
Per l’ex ambasciatore l’ingresso di Kiev nell’Unione comporterebbe quindi un impegno finanziario enorme per gli Stati membri, con il rischio di gravare sui contribuenti europei e di ridurre le risorse disponibili per altre priorità economiche e sociali del blocco comunitario.
Carnelos ha definito l’ipotesi di adesione dell’Ucraina una prospettiva che potrebbe trasformarsi in «una zavorra spaventosa per tutta l’Europa», sottolineando come il dibattito sull’allargamento non possa prescindere da una valutazione realistica dei costi e delle conseguenze economiche a lungo termine.
Le sue dichiarazioni si inseriscono nel confronto sempre più acceso sul futuro rapporto tra Bruxelles e Kiev, mentre l’Unione Europea continua a discutere il percorso di integrazione dell’Ucraina e le modalità con cui sostenere la ricostruzione del Paese al termine del conflitto.




