di Guido Keller –

Confermata la morte di un altro “volontario” italiano, Luca Cecca, caduto con tutta probabilità nel corso dei combattimenti in Donnbas. Romano di 34 anni, di Luca mon si avevano notizie dal 2024; è il nono italiano morto nel conflitto ucraino.

Gli altri sono Thomas D’Alba, Antonio Omar Dridi, Manuel Mameli, Angelo Costanza, Massimiliano Galletti, Elia Putzolu (combatteva con i filorussi), Benjamin Giorgio Galli ed Edy Ongaro.

È assolutamente illegale per un cittadino italiano combattere per paesi stranieri e contro paesi terzi. L’articolo 244 del Codice penale sanziona chi, senza l’approvazione del governo, compie atti ostili contro uno stato estero, esponendo l’Italia al pericolo di una guerra. 

Recita: “Chiunque, senza l’approvazione del governo, fa arruolamenti o compie altri atti ostili contro uno Stato estero, in modo da esporre lo Stato italiano al pericolo di una guerra, è punito con la reclusione da sei a diciotto anni; se la guerra avviene, è punito con l’ergastolo.

Qualora gli atti ostili siano tali da turbare soltanto le relazioni con un Governo estero, ovvero da esporre lo Stato italiano o i suoi cittadini, ovunque residenti, al pericolo di rappresaglie o di ritorsioni, la pena è della reclusione da tre a dodici anni. Se segue la rottura delle relazioni diplomatiche, o se avvengono le rappresaglie o le ritorsioni, la pena è della reclusione da cinque a quindici anni”.

L’articolo 3 della legge 210 del 1995 stabilisce che “chiunque, dietro corrispettivo economico o altra utilità, oppure avendone accettato solo la promessa, combatte in un conflitto armato nel territorio estero, di cui non sia né cittadino né stabilmente residente, senza far parte delle forze armate di una delle parti del conflitto, o essere inviato in missione ufficiale quale appartenente alle forze armate di uno Stato estraneo alla guerra, è punito con la reclusione da 2 a 7 anni”. 

A dare la notizia della dichiarazione di morte di Cecca è stata la pagina Facebook del “ Memorial International Volunteer for Ukraine”, dove vengono indicati i decessi dei combattenti stranieri.