
di Guido Keller –
L’ex ministro ucraino dell’Energia Herman Galushchenko è stato arrestato nella notte tra il 14 e il 15 febbraio mentre tentava di lasciare il Paese a bordo di un treno diretto oltreconfine. Il fermo è stato eseguito su mandato dell’Ufficio nazionale anticorruzione dell’Ucraina (Nabu) e della Procura anticorruzione (Sapo), secondo quanto riferito dal quotidiano Ukrainska Pravda citando fonti investigative.
Le guardie di frontiera erano state allertate dalle autorità anticorruzione, che avevano chiesto di segnalare e bloccare l’ex ministro in caso di tentativo di espatrio. Si tratta di una procedura standard applicata a persone coinvolte in procedimenti penali o sotto indagine.
Galushchenko sarebbe stato intercettato durante i controlli notturni mentre cercava di attraversare il confine in treno. L’operazione si inserisce in un’inchiesta più ampia su presunti casi di corruzione nel settore energetico ucraino.
Secondo le ricostruzioni dei media ucraini, già il 10 novembre gli investigatori del Nabu avevano effettuato perquisizioni nelle abitazioni dell’imprenditore Tymur Mindich, ritenuto vicino al presidente Volodymyr Zelensky, e dello stesso Galushchenko, allora ministro della Giustizia, successivamente sospeso il 12 novembre. Mindich avrebbe lasciato l’Ucraina poche ore prima delle operazioni.
L’inchiesta coinvolge anche l’ex vice capo dell’Ufficio presidenziale Rostislav Shurma e suo fratello Oleg, accusati di reati legati alla gestione del settore petrolifero e di società energetiche statali. I due sarebbero stati inseriti nella lista dei ricercati del ministero dell’Interno.
Secondo le indagini, l’influenza di Rostislav Shurma avrebbe interessato diversi settori strategici dell’economia ucraina, tra cui compagnie energetiche e industriali. I proventi di presunti schemi corruttivi sarebbero stati trasferiti all’estero attraverso società offshore.
Dopo aver lasciato l’Ufficio presidenziale nel settembre 2024, Shurma si sarebbe trasferito in Germania con la famiglia. Nell’estate del 2025 avrebbe iniziato a collaborare con l’FBI. Gli investigatori ucraini avrebbero effettuato perquisizioni anche nel suo domicilio tedesco, sequestrando dispositivi elettronici.
Le autorità sospettano che parte dei fondi pubblici destinati a infrastrutture energetiche, comprese centrali solari nella regione di Zaporizhzhia, sia stata dirottata e riciclata all’estero tramite una rete di società e fondi di investimento.
Il procedimento, avviato sulla base dei materiali raccolti da Nabu e Sapo, punta a far luce su un presunto sistema di tangenti e finanziamenti illeciti legati alle grandi aziende energetiche statali.
Nonostante le indagini anticorruzione abbiano già coinvolto numerosi alti funzionari, molti sospettati avrebbero lasciato l’Ucraina prima degli arresti o si troverebbero già all’estero. L’arresto di Galushchenko rappresenta quindi uno dei casi più rilevanti degli ultimi mesi nella campagna anticorruzione del Paese.
Lo scorso luglio, cioè poco prima che scoppiassero gli scandali legati alla corruzione che vedono iscritti nel registro degli indagati quattro ex ministri e un viceministro, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva tentato di porre le autorità anti corruzione, cioè il Sapo e il Nabu, sotto il controllo del governo, salvo poi dover far marcia indietro sotto pressioni della piazza e di Bruxelles, che aveva minacciato lo stop ai fondi.











