di Alessio Cuel –

Il ministro della Difesa Guido Crosetto ribadisce l’intenzione del governo italiano di non inviare truppe sul fronte ucraino, anche qualora lo stato del conflitto peggiorasse. Il presidente francese Emmanuel Macron, in un’intervista all’Economist di qualche giorno fa, aveva dichiarato che “non si può escludere a priori” l’invio di truppe di terra in Ucraina qualora Mosca dovesse “sfondare le linee del fronte” e “se Kiev lo richiedesse”.

Le parole di Crosetto, pur nell’intenzione ribadita dallo stesso ministro della Difesa di non creare fratture con un paese amico come la Francia, segnano una linea di demarcazione ben precisa nella politica estera italiana in merito al conflitto ucraino. Proseguirà, almeno fino a nuovo ordine, il sostegno economico e militare, ma senza che ciò sfoci in un invio di truppe a sostegno di Kiev.

Dello stesso avviso è, peraltro, anche il numero uno della Farnesina Antonio Tajani. “Pur sostenendo il diritto dell’Ucraina a restare un Paese libero, l’Italia non è in guerra con la Russia e mai invieremo dei militari italiani”, ha affermato il vicepremier a margine del Tavolo di lavoro per le imprese italiane in Russia del 2 maggio scorso.