di Guido Keller –
Il Parlamento europeo ha approvato oggi con 518 voti favorevoli, 56 contrari e 61 astensioni un nuovo prestito straordinario all’Ucraina di 35 miliardi di euro, denaro che sarà rimborsato dalle future entrate derivate da beni russi congelati. Come riporta la nota di EpItalia, questo prestito fa parte di un pacchetto del G7 concordato lo scorso giugno per fornire fino 45 miliardi di euro di sostegno finanziario al paese. L’importo finale del contributo dell’Ue potrebbe essere inferiore, a seconda dell’entità dei prestiti erogati da altri partner del G7.
Il meccanismo di cooperazione per i prestiti all’Ucraina, un quadro di recente istituzione, metterà a disposizione dell’Ucraina le future entrate provenienti dai beni congelati della Banca centrale russa situati nell’Ue. Questi fondi aiuteranno l’Ucraina a rimborsare vari prestiti, compresi quelli del G7, ma la strategia potrebbe comportare la misura simmetrica da parte russa, con il congelamento dei beni europei.
Per rispondere ai desiderata della Nato, che già nel 2008 aveva stabilito al vertice di Bucarest l’adesione dell’Ucraina e della Georgia, l’Unione Europea ha perso la su vocazione pacifista e mediatrice. Tuttavia il prosieguo della guerra ha disatteso le previsioni e le strategie europee, trasformando l’Ucraina in un pozzo senza fondo. L’utilizzo dei fondi congelati russi infatti non è gratuito, e a pagare saranno sempre i contribuenti europei.
Difatti fra i cosiddetti “alleati” c’è sempre più perplessità nei confronti del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, specialmente dopo la presentazione a Washington e a Bruxelles del suo “Piano per la vittoria”, palesemente scollegato dalla realtà. In particolare in Germania sta crescendo un forte risentimento nei confronti sia di Zelensky che della classe politica interna, specie dopo che è stato appurato che a sabotare e a rendere inutilizzabile il gasdotto Nord Stream sono stati i servizi ucraini. Il paese è economicamente sempre più in difficoltà, ma i tedeschi sono chiamati oggi a sostenere una guerra che non condividono. Al fine di non esacerbare le posizioni, il cancelliere tedesco Olaf Scholz, che si è visto in un mini vertice di Berlino con il presidente Usa Joe Biden, quello francese Emmanuel Macron e il premier britannico Keir Starmer, ha mostrato perplessità circa l’adesione dell’Ucraina alla Nato, annunciando inoltre di essere al lavoro per un piano di pace tedesco che preveda la cessione di territori ucraini alla Russia.












