di Guido Keller –
E’ caos per guerra di disinformazione attorno all’incontro, dato per il 30 ottobre, tra il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov e il collega statunitense Marco Rubio. Il Financial Times ha dato l’incontro come certo, mentre per la Cnn>/em> il faccia a faccia tra i due ministri sarebbe stato “congelato” in quanto la Russia non avrebbe dimostrato interesse ad ammorbidire le proprie posizioni. Il vice ministro degli Esteri russo Serghei Ryabkov ha dichiarato alla Tass che “non possiamo rimandare qualcosa che non abbiamo concordato”, ed ha puntato il dito contro le “fake news” occidentali.
Lavrov ha confermato la telefonata di ieri con Rubio in cui ha ribadito l’impossibilità di un cessate-il-fuoco immediato “con una larga parte dell’Ucraina sotto il controllo del regime nazista” che, “unico caso al mondo, adotta un divieto legale nei confronti della lingua russa”, con riferimento alle leggi adottate dall’Ucraina che proibiscono, da prima della guerra, il russo nei pubblici uffici, nelle scuole e nelle pubblicazioni (giornali compresi) anche in Donbass, dove la popolazione è a maggioranza russofona.
Tuttavia il capo della diplomazia russa ha smentito le indiscrezioni secondo cui sarebbe in procinto di slittare anche il vertice di Budapest tra il presidente statunitense Donald Trump e il collega russo Vladimir Putin, come indicato da alcuni media per “problemi” dovuti al fatto che “la posizione della Russia non si è evoluta a sufficienza oltre al massimalismo”. Per Lavrov “è risaputa la campagna di disinformazione perseguita da diversi media occidentali, e la Cnn è in linea”.
Con tutta probabilità l’incontro si farà, tant’è che il leader della maggioranza repubblicana del Senato Usa, John Thune, ha annunciato che sono stati sospesi i lavori sul disegno di legge per le sanzioni contro la Russia in vista del prossimo incontro tra Putin e Trump, di cui quello fra i due ministri sarebbe il naturale precursore.




