Ucraina. Gli obiettivi del Cremlino sempre più chiari

di Tommaso Conte

Meno di una settimana fa, dopo aver riorganizzato la struttura delle forze di terra ed il consiglio di sicurezza, il presidente russo Vladimir Putin ha posto le basi per cambiamenti e conferme rispetto la conduzione dell’operazione militare speciale. In un’ottica che include sia l’annessione diretta di regioni ucraine alla Federazione Russa, sia una quantomeno parziale neutralizzazione e smilitarizzazione dello stato ucraino, Putin ha apertamente dichiarato che uno degli obbiettivi militari russi sarà quello di ottenere il controllo di molti altri oblast ucraini: il concetto è quello della buffer-zone, ovvero la Russia si impegnerà ad avanzare negli oblast di Sumy, Chernikiv, Dniepropetrovsk, Mykolayev, Karkiv ed Odessa.
Naturalmente, per ciò che riguarda Sumy e Karkiv sono chiari da mesi gli obiettivi del Cremlino. Lentamente i russi ingrandiscono le tre zone di controllo discontinue nel nord dell’oblast di Karkiv e penetrano sempre più nei settori dell’oblast di Sumy, dai quali le forze ucraine tentarono l’infelice colpo di mano verso Kursk.
Nonostante le mire militari di Mosca verso gli ulteriori oblast vengano per ora giustificate nel quadro della creazione di una vasta zona di interposizione smilitarizzata, è impossibile non pensare alla svolta dell’operazione come un’ulteriore segnale politico, diplomatico ed ideologico nell’ottica di un futuro recupero delle terre un tempo costituenti la Novorossiya imperiale e, ovviamente, cercare di ottenere un congiungimento terrestre con la Repubblica della Transnistria.
Il dibattito su un eventuale allargamento dell’Unione Europea in Ucraina d in Moldavia rende la situazione geopolitica della regione sempre più calda, mentre appare evidente la virata di tipo criticista e neutralista di Ungheria e Polonia nei confronti di Kiev. Sul fronte del Donbass i progressi russi sono molti: continua a stringersi la morsa attorno all’ultimo anello difensivo ucraino del Donetsk e la percentuale della regione in mano russa si aggira intorno al 75 percento. Nelle ultime ore aumenta il controllo russo a ridosso del confine dell’oblast di Dniepropetrovsk.