di Angelo Gambella

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha ammesso la criticità della situazione a Pokrovsk, dove le forze russe avanzano prendendo il controllo dell’importante nodo strategico e soprattutto chiudendo in una sacca i militari ucraini. I comandi russi hanno parlato in un comunicato di “accerchiamento della città” e di aver offerto ai battaglioni ucraini la resa, ma poi l’ultimatum è scaduto e le forze russe hanno deciso si intensificare l’assalto alla città e di restringere ulteriormente le ridotte vie di fuga.

Il quadro, così presentato, è stato respinto da Zelensky, ma il contrattacco ucraino a nord-est della città potrebbe non essere supportato dalle truppe inviate in soccorso, visto il blocco russo fatto di fuoco di artiglieria e di attacchi con i droni.

Nel frattempo, utilizzando la tattica adottata a Pokrovsk, unità russe sono entrate a Lyman (Donetsk), per la prima volta dopo 3 anni, prendendo posizione presso lo scalo ferroviario merci e lungo una via di comunicazione. L’azione non comporta una conquista immediata, in quanto la tecnica prevede l’infiltrazione graduale di piccoli gruppi in posizioni sparse nella città, piuttosto dell’assalto classico in forze settore per settore. A Pokrovsk infatti piccoli gruppi di ricognitori – esploratori si sono barricati man mano negli scantinati di vari edifici sparsi prima che iniziasse a prendere corpo l’occupazione dei quartieri.

Nella regione di Zaporizie si nota una maggiore spinta russa: i tre villaggi di Novomikhailivka, Pavlivka e Pryvilne sono stati conquistati nel giro di 24 ore.