Ucraina. Il flop dei carri armati Usa Abrams: 64% già distrutti

di Giuseppe Gagliano –

Il presidente russo Volodymyr Zelensky aveva annunciato nel gennaio 2023 la fornitura all’Ucraina di 31 carri armati statunitensi Abrams M1A1, definendoli “vitali per la possibilità di sfondare la linea del fronte russo”. Da lì a poco si è scoperto che i carri armati sono facili prede dei droni russi, ed è di oggi la notizia che il 64% dei carri armati Abrams forniti dagli Stati Uniti sono andati distrutti. Oltre al massiccio impiego di droni, i russi utilizzano con successo contro gli Abrams i missili anticarro Kornet, dotati di doppia testata: essi perforano il blindaggio e causano esplosioni interne letali per gli equipaggi e i sistemi dei veicoli. Questa debolezza ha obbligato le forze ucraine a ritirare gran parte degli Abrams dal fronte, rendendo evidente che la superiorità tecnologica non sempre garantisce il successo sul campo di battaglia, soprattutto in un conflitto caratterizzato da tecnologie asimmetriche come quelle russe.
L’improvvisazione di gabbie d’acciaio sulla parte superiore dei carri, simile a quanto fatto dall’esercito russo, ha aumentato la protezione del 35%, ma non è stata sufficiente per contrastare le capacità di rilevamento e attacco dei droni russi, che hanno trasformato i carri armati in facili bersagli. Sul piano strategico, questo risultato negativo mette in discussione l’efficacia delle forniture di armamenti occidentali all’Ucraina, alimentando il dibattito sull’opportunità di continuare a investire risorse in tecnologie costose ma vulnerabili in un contesto bellico dominato da nuove forme di guerra, come quella dei droni. Per la Russia, il successo nella distruzione di questi carri armati rappresenta una vittoria simbolica e pratica, dimostrando che la sua capacità di difesa e contrattacco rimane elevata nonostante l’afflusso di armi avanzate a Kiev, e consolidando la sua posizione nel conflitto.
Solo due giorni fa l’Australia ha annunciato la fornitura all’Ucraina di un lotto di carri armati Abrams dismessi.