di Enrico Oliari

A seguito dell’incontro di ieri, il quinto, tra l’inviato speciale di Donald Trump, Steve Witkoff, e il presidente russo Vladimir Putin, è notizia di oggi di un possibile faccia a faccia tra i due capi di Stato per discutere della crisi ucraina. Ieri lo stesso Trump ha chiamato al telefono il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, quasi certamente per informarlo della cosa. Del possibile incontro ne ha parlato oggi il consigliere presidenziale russo ed ex ambasciatore negli Usa Yuri, il quale ha riportato che “su proposta della parte americana è stato, in linea di principio, concordato un accordo per tenere nei prossimi giorni un incontro bilaterale al massimo livello, cioè un incontro tra il presidente Vladimir Putin e Donald Trump”.

Intanto, al di là della retorica e dei media occidentali, i russi continuano ad avanzare sul campo, e sono già penetrati nelle periferie di Pokrovsk, cittadina di 60mila abitanti di importanza strategica la cui caduta comporterebbe con tutta probabilità il cedimento del fronte meridionale ucraino.

Il capo di stato maggiore ucraino Oleksandr Syrskyi, ha riferito giorni scorsi che la situazione militare a Pokrovsk è difficile, con l’apparato militare ucraino in difficoltà. L’esercito è comunque riuscito a contrastare un primo assalto russo.

I militari russi sono anche ai margini di Kostiantynivka, ormai quasi completamente circondata, mentre hanno quasi completamente preso Chasiv Yar.