di Mariarita Cupersito –
Un alto funzionario della Nato ha dichiarato all’ANSA che l’attuale scenario relativo alla sicurezza in Europa necessita di “molti più soldati” rispetto a quelli già disponibili nei diversi eserciti alleati o a quelli che “i nostri modelli attuali sono in grado di assicurare”.
Il funzionario puntualizza che è in atto dialogo tra i vertici dell’Alleanza e le nazioni al fine di aumentare i numeri, così da allinearsi alle esigenze dei nuovi piani regionali. “Gli alleati stanno realizzando che devono correggere i loro modelli, ma il come dipende da loro”, prosegue la fonte, con varie possibilità quali “coscrizione, coscrizione selettiva o riserve più ampie”.
“Il modo in cui gli alleati scelgono di aumentare il reclutamento dei soldati è altamente politico, noi non diamo assolutamente indicazioni al riguardo: le varie opzioni sono basate sulla storia di ogni nazione e sugli accordi politici”, aggiunge il funzionario. “Noi però incoraggiamo ad affrontare la mutata realtà: i piani regionali di difesa approvati dai leader ci dicono che siamo nel regno della sicurezza collettiva, della guerra di attrito, e servono più uomini. Dobbiamo riconoscere che veniamo da un’era in cui avevamo forze armate piccole, professionali, con qualità molto alta, costose, ma con numeri limitati, che con la percentuale di perdite attuale in Ucraina avrebbero difficoltà a gestire il secondo o il terzo mese di conflitto: quindi incoraggiamo gli alleati a cambiare e ad assegnare alla Nato i numeri di cui abbiamo bisogno”, conclude la fonte.
I ministri della Difesa di Germania, Francia, Polonia, Italia e Regno Unito, nonché il ministro della Difesa ucraino Rustem Umerov in videocollegamento, si sono incontrati a Berlino proprio per confrontarsi sulle misure da adottare per il rafforzamento della sicurezza e la difesa in Europa.
Il ministro della Difesa tedesco Boris Pistorius ha dichiarato che la Germania e altri Paesi della Nato hanno intenzione di aumentare la produzione di armi all’interno dell’Ucraina per contrastare l’escalation delle azioni di guerra della Russia, come riporta Adnkronos. “Lo sviluppo e l’acquisto di droni controllati dall’intelligenza artificiale è una priorità, così come una migliore cooperazione per aiutare la produzione di munizioni”.
Berlino sta inoltre lavorando a una lista di bunker che potrebbero fungere da rifugio di emergenza per i civili, come fa sapere il ministero degli Interni, precisando che nell’elenco sarebbero incluse stazioni ferroviarie sotterranee, parcheggi, edifici statali e proprietà private.
“La guerra nell’est sta entrando una fase decisiva: riteniamo che si stia avvicinando il non noto” ha dichiarato nei giorni scorsi il premier polacco Donald Tusk a seguito del lancio del missile balistico a medio raggio da parte della Russia.
La scorsa notte, intanto, Mosca ha lanciato un numero record di 188 droni sull’Ucraina, più quattro missili balistici Iskander-M; a renderlo noto tramite Telegram è stata l’Aeronautica militare di Kiev, aggiungendo che 76 velivoli senza pilota nemici sono stati abbattuti dalle difese aeree del Paese.
“Purtroppo sono stati colpiti impianti infrastrutturali critici e sono stati danneggiati edifici privati e condomini in diverse regioni a causa dei massicci attacchi dei droni”, riporta un comunicato. “Non ci sono state vittime o feriti”.
Secondo l’agenzia Bloomberg, nelle scorse settimane il Regno Unito avrebbe fornito segretamente all’Ucraina decine di altri missili da crociera Storm Shadow. Sarebbero le prime consegne di questa tipologia di missili avvenute sotto il primo ministro Keir Starmer, il quale ha dichiarato continuare a sostenere Kiev contro la Russia.
Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha dichiarato che il presidente russo Vladimir Putin resta comunque disponibile a negoziati sull’Ucraina. “Sapete che il presidente ha ripetutamente confermato di essere pronto al processo di pace”, ha affermato Peskov, come riportato dall’agenzia Ria Novosti.




