di Giuseppe Gagliano –

Una nuova inchiesta anticorruzione ha investito esponenti dell’amministrazione presidenziale ucraina, del ministero della Giustizia, del Parlamento, del sistema bancario e dell’imprenditoria. Dopo l’operazione Mida, che aveva coinvolto uomini vicini al presidente Volodymyr Zelensky, l’Ufficio nazionale anticorruzione e la Procura speciale anticorruzione hanno avviato l’operazione Forrest Gump, aprendo un nuovo fronte giudiziario ai vertici delle istituzioni del Paese.

Tra le persone coinvolte figura Irina Mudraya, vicecapo dell’amministrazione presidenziale e collaboratrice di Zelensky, successivamente rimossa dall’incarico. Nei suoi confronti viene contestato il riciclaggio. Nell’inchiesta compaiono inoltre Viktor Dubovyk, già funzionario del ministero della Giustizia e responsabile dell’ufficio legale della presidenza, e la viceministra della Giustizia Olena Ferens. Tutte le persone coinvolte devono essere considerate innocenti fino a un’eventuale condanna definitiva.

Secondo quanto emerso dall’indagine, nell’abitazione di Mudraya gli investigatori avrebbero trovato anche il deputato e imprenditore Vadym Stolar. Gli accertamenti puntano a ricostruire una rete di rapporti tra funzionari pubblici, esponenti politici e uomini d’affari e gli eventuali movimenti finanziari collegati.

Particolarmente delicato è il coinvolgimento di Sense Bank, istituto con circa un milione e mezzo di clienti e considerato di importanza sistemica dalla Banca centrale ucraina. Fondata nel 1993 e precedentemente legata alla russa Alfa Bank, la banca è stata nazionalizzata nel 2023. L’inchiesta riguarda Mykola Hladyshenko, presidente del consiglio di sorveglianza nominato dal governo, e Oleh Stupak, presidente del consiglio di amministrazione. Secondo gli investigatori, l’istituto avrebbe agevolato movimenti di denaro collegati a operazioni immobiliari e speculative.

Un altro filone riguarda Herman Halushchenko, ex ministro dell’Energia già arrestato nell’ambito dell’operazione Mida. Le intercettazioni avrebbero documentato tentativi da parte di esponenti politici, funzionari e imprenditori di raccogliere il denaro necessario per pagare la sua cauzione. Tra i nomi citati compare l’imprenditore Vasyl Astion, residente a Vienna, il cui eventuale ruolo dovrà essere chiarito dagli investigatori.

Le nuove indagini assumono particolare rilevanza mentre l’Ucraina continua a dipendere da ingenti risorse interne e dagli aiuti occidentali per sostenere la guerra e preparare la futura ricostruzione. Gli scandali che interessano banche pubbliche, energia e amministrazione statale possono aumentare la diffidenza degli investitori e dei Paesi finanziatori e complicare il percorso di Kiev verso l’Unione europea, che richiede progressi nella trasparenza, nell’indipendenza giudiziaria e nella lotta alla corruzione.

La questione ha anche una dimensione strategica. Mosca può utilizzare gli scandali per sostenere la propria narrativa sull’inefficacia delle istituzioni ucraine e sulla gestione degli aiuti occidentali. Allo stesso tempo, la capacità degli organismi anticorruzione di indagare personalità vicine alla presidenza può essere interpretata come una prova dell’esistenza di strutture di controllo ancora capaci di intervenire sui centri del potere.

La verifica decisiva riguarderà quindi l’indipendenza dell’Ufficio nazionale anticorruzione e della Procura speciale anticorruzione e la possibilità di portare le indagini fino alle loro conclusioni senza interferenze politiche. Dopo Mida e Forrest Gump, la questione per Kiev non riguarda più soltanto le responsabilità dei singoli indagati, ma la capacità dello Stato di dimostrare che la lotta alla corruzione può raggiungere anche i livelli più alti delle istituzioni.