di Guido Keller –

Mosca torna a parlare di negoziati con Kiev, ma senza segnali di urgenza. Il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, ha dichiarato che la Russia è pronta a riaprire il dialogo con l’Ucraina, pur sottolineando che la questione non rappresenta al momento una priorità per il Cremlino.

“Accogliamo positivamente la possibilità di riprendere i negoziati a Istanbul”, ha affermato Lavrov, lasciando intendere una certa apertura verso una nuova fase diplomatica. Tuttavia, ha precisato che “al momento questo tema, cioè la ripresa dei negoziati, non è la priorità numero uno nei nostri affari”.

Le parole del capo della diplomazia russa delineano una posizione che combina disponibilità formale e distacco strategico. Mosca, secondo Lavrov, non avrebbe mai imposto il dialogo come condizione: “Non abbiamo mai imposto i negoziati a nessuno. Abbiamo sempre ritenuto che, se il partner è pronto, da parte nostra non ci saranno ostacoli”.

Allo stesso tempo, il ministro ha espresso scetticismo nei confronti della controparte ucraina, facendo riferimento a un “curriculum molto negativo” nei precedenti tentativi di negoziazione. Un giudizio che riflette la persistente sfiducia tra le parti e le difficoltà nel riavviare un processo diplomatico credibile.

Le dichiarazioni arrivano in un momento in cui il conflitto tra Russia e Ucraina resta in stallo sul piano politico, mentre sul campo continuano le tensioni. L’eventuale ritorno dei colloqui a Istanbul, già teatro di precedenti negoziati, potrebbe rappresentare un segnale di riapertura, ma le parole di Lavrov indicano chiaramente che, almeno per ora, Mosca non intende accelerare in questa direzione.

Resta dunque incerta la prospettiva di una ripresa concreta del dialogo, sospesa tra dichiarazioni di disponibilità e profonde divergenze ancora irrisolte.