di Enrico Oliari –

Nell’Ucraina di Volodymyr Zelensky, dove con la scusa della guerra sono stati chiusi i partiti e i giornali di opposizione, sono state interdette le elezioni e lo stesso presidente resta in carica a mandato scaduto, un gruppo di attivisti ha tentato due giorni fa di tenere un’assemblea pubblica pacifica in cui sarebbero state diffuse informazioni sulla realtà dei combattimenti nell’est del paese. Subito sono intervenuti gli uomini della polizia e dei servizi segreti (Sbu) i quali hanno provveduto a fermare i manifestanti e a disperdere gli avventori.

Secondo le autorità i manifestanti avrebbero voluto “rimuovere dal potere le autorità politiche e militari del paese”, nonché con le loro dichiarazioni avrebbero potuto “minare la situazione socio-politica ucraina, cosa che avrebbe giocato a favore della Russia”. Sempre secondo le autorità nelle perquisizioni delle loro case a Kiev, a Dnipro e in altre città sarebbero state trovate armi e materiale informatico.

Difficile credere che poche decine di manifestanti avrebbero potuto prendere il controllo del potere in Ucraina, come pure è probabile che le autorità stesse tendano a far passare ogni voce dell’opposizione al regime di Zelensky per cospirazione.