Ucraina. Medvedev, ‘se la Nato abbatterà i droni in ucraina sarà come guerra’

di Guido Keller

Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov ha affermato oggi in conferenza stampa che se l’Ue congelerà o sequestrerà beni russi, “tali misure non passeranno inosservate”. Ha aggiunto che “la Nato è già coinvolta nella guerra in quanto fornisce sostegno diretto e indiretto al regime di Kiev”, e ha notato che “al momento il dialogo per il cessate-il-fuoco è in pausa, poiché l’Ucraina non dimostra flessibilità nelle posizioni, per cui non è possibile avviare una discussione seria”. “Non ci sono progressi neppure per il trilaterale Putin, Trump e Zelensky”.
Quel che è certo è la presenza di combattenti stranieri, non solo mercenari ma anche militari di carriera fatti passare come “osservatori”, in Ucraina, e anche oggi è stato rinvenuto fra le vittime il corpo di un militare moldavo, con tanto di mostrine sulla divisa e passaporto in tasca.
Giusto per gettare benzina sul fuoco, la Polonia ha proposto che la Nato possa abbattere i droni russi sull’Ucraina dopo la creazione di una “no-fly zone”: lo ha esplicitato il ministro degli Esteri polacco Radoslaw Sikorski, sottolineando che la decisione deve essere presa in modo collettivo. A tale ipotesi ha risposto il vicepresidente del Consiglio di sicurezza russo Dmitry Medvedev, per il quale “significherebbe una guerra della Nato alla Russia”, dagli esiti imprevedibili.
Sul piano diplomatico il portavoce del ministero degli Esteri cinese Lin Jian è intervenuto circa il “diktat” per presidente Usa Donald Trump di non acquistare idrocarburi dalla Russia: “la cooperazione energetica della Cina con i Paesi di tutto il mondo, inclusa la Russia, è legittima, legale e irreprensibile”, ha affermato Lin. Trump ha chiesto ai paesi del G7 e della Nato di aggiungere sovra-dazi alla Cina in quanto acquirente dell’energia russa, fattore che garantisce entrate che permetterebbero a Mosca di proseguire il conflitto. Lin ha osservato che “la posizione della Cina è chiara: il dialogo e i negoziati sono l’unica via praticabile per risolvere la crisi”.