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Il ministero della Difesa russo ha accusato l’Ucraina di aver violato ripetutamente il regime di cessate-il-fuoco entrato in vigore dalla mezzanotte dell’8 maggio. Secondo quanto riferito da Mosca, tutte le unità russe impegnate nell’area della cosiddetta “operazione militare speciale” avrebbero rispettato rigorosamente la tregua, mantenendo le posizioni precedentemente occupate.
Nel comunicato diffuso dal dicastero della Difesa, la Russia sostiene di aver registrato complessivamente 8.970 violazioni del cessate-il-fuoco da parte delle forze ucraine dall’inizio della tregua.
Le autorità militari russe hanno inoltre dichiarato che le proprie forze hanno risposto “in modo speculare” alle azioni ucraine, effettuando attacchi mirati contro postazioni di fuoco, centri di comando e siti utilizzati per il lancio di droni.
Le dichiarazioni arrivano in un clima di forte tensione sul fronte orientale, mentre continuano accuse reciproche tra Mosca e Kiev riguardo al rispetto delle pause umanitarie e degli accordi temporanei di cessazione delle ostilità.
Al momento non sono disponibili verifiche indipendenti sui numeri forniti dal ministero della Difesa russo.











