di Giuseppe Gagliano –
L’agenzia nazionale anticorruzione ucraina (NABU) ha rivelato un vasto sistema di tangenti nel cuore del settore energetico, coinvolgendo la compagnia nucleare statale Energoatom. L’inchiesta, resa pubblica il 10 novembre, ha svelato una rete criminale di alto livello che avrebbe gestito oltre 100 milioni di dollari in pagamenti illeciti attraverso appalti truccati, tangenti e società di copertura.
Secondo gli investigatori, un ex consigliere del ministro dell’Energia, il capo della sicurezza di Energoatom e diversi funzionari amministrativi avrebbero imposto ai fornitori una tassa occulta tra il 10 e il 15% per ogni contratto, pena l’esclusione dagli appalti. L’organizzazione controllava l’intera catena degli acquisti della compagnia, un’impresa strategica che produce più della metà dell’energia elettrica del Paese e genera un fatturato annuo di oltre 4,7 miliardi di dollari.
La NABU ha condotto più di 70 perquisizioni, raccolto mille ore di registrazioni e arrestato cinque sospettati, tra cui spicca il nome dell’imprenditore Timur Mindich, ex socio d’affari del presidente Volodymyr Zelensky, indicato come il principale organizzatore del sistema. Mindich non ha commentato, mentre il ministro della Giustizia German Galushchenko, ex ministro dell’Energia, è stato anch’egli menzionato in alcune intercettazioni.
Il governo di Julija Svyrydenko ha reagito rapidamente licenziando il consiglio di sorveglianza di Energoatom e promettendo piena trasparenza. L’opposizione, tuttavia, ha chiesto la rimozione sia dell’attuale ministra dell’Energia Svitlana Hrynchuk che di Galushchenko, sostenendo che l’intero apparato ministeriale debba essere riformato.
Il caso arriva in un momento delicato per Kiev: il sistema energetico è sotto pressione a causa degli attacchi russi, e la fiducia dei partner occidentali è essenziale per i piani di adesione all’Unione Europea. Zelensky, nel suo discorso serale del 10 novembre, ha chiesto una risposta legale “chiara e dura” contro chiunque sia coinvolto, ricordando che “la corruzione è un nemico interno tanto pericoloso quanto la guerra”.
La vicenda rivela la doppia sfida che il governo ucraino deve affrontare: mantenere in vita un’economia di guerra mentre tenta di riformare strutturalmente un Paese ancora segnato da decenni di pratiche clientelari. Il successo della NABU, che ha resistito a tentativi di limitazione della sua indipendenza da parte del governo, rappresenta un test decisivo per la credibilità istituzionale dell’Ucraina.
Mentre le indagini proseguono, l’inchiesta su Energoatom diventa più di un caso giudiziario: è una prova di maturità per la democrazia ucraina. Se Kiev riuscirà a sradicare la corruzione nei settori strategici, potrà consolidare la sua immagine di Paese riformatore e meritare la fiducia dei suoi alleati. In caso contrario, il rischio è che il nemico interno continui a indebolire il fronte esterno.












