di Giuseppe Gagliano –

La nomina di Oleksandr Poklad alla guida provvisoria del Servizio di sicurezza ucraino, l’SBU, sta modificando gli equilibri dell’intelligence di Kiev, con un rafforzamento del controllo sul GUR, il servizio segreto militare, e sulla rete di uomini costruita negli anni dall’ex direttore Kyrylo Budanov.

Poklad dirige l’SBU dal 17 luglio, ma deve ancora ottenere la conferma della Verkhovna Rada, per la quale sono necessari almeno 226 voti. La sua posizione rimane quindi formalmente provvisoria e fortemente legata al presidente Volodymyr Zelensky.

Ex responsabile del controspionaggio dell’SBU e successivamente vicecapo del servizio, Poklad ha consolidato il proprio ruolo dopo l’uscita di scena di Vasyl Maliuk e il trasferimento di Yevhenii Khmara al Ministero della Difesa. Si è così delineato un nuovo equilibrio tra Poklad all’SBU, Khmara alla Difesa e Oleh Ivashchenko alla guida del GUR.

Il cambiamento interessa direttamente la struttura lasciata da Budanov, che nel gennaio 2026 ha abbandonato la direzione dell’intelligence militare per assumere la guida dell’Ufficio presidenziale. Durante gli anni di guerra Budanov aveva costruito una vasta rete di ufficiali, reparti speciali e collaboratori impegnati nelle operazioni clandestine in Russia, negli attacchi contro infrastrutture strategiche e nella guerra dei droni.

Ivashchenko starebbe progressivamente sostituendo alcuni dirigenti legati al predecessore, mentre Poklad avrebbe segnalato al nuovo vertice del GUR funzionari considerati appartenenti a un gruppo a rischio. L’intervento dell’SBU nella verifica del personale dell’intelligence militare potrebbe rafforzare il controspionaggio, ma rischia anche di trasformarsi in uno strumento per ridimensionare la rete costruita da Budanov.

I rapporti tra i due apparati sono da tempo difficili. Uno degli episodi più controversi risale al 2022 e riguarda Denys Kireiev, il banchiere coinvolto nei primi negoziati con Mosca e ucciso da uomini dell’SBU durante un tentativo di arresto. L’SBU lo sospettava di rapporti con la Russia, mentre il GUR lo considerava un proprio collaboratore. Budanov sostenne successivamente che Kireiev, poco prima della morte, aveva ricevuto una telefonata dall’ufficio di Poklad. Le responsabilità individuali non sono mai state definitivamente chiarite.

Sul piano militare, una maggiore centralizzazione potrebbe rafforzare la protezione delle installazioni strategiche e delle industrie della difesa. Poklad ha coordinato operazioni contro presunte cellule russe accusate di raccogliere informazioni sugli aeroporti utilizzati dagli F 16 e dai Mirage 2000.

Il rischio è però che la lotta contro le infiltrazioni russe finisca per sovrapporsi alla competizione interna tra i servizi. L’allontanamento di funzionari esperti potrebbe compromettere reti operative costruite durante anni di guerra e accentuare la diffidenza tra SBU e GUR, con conseguenze sulla condivisione delle informazioni.

Zelensky sembra puntare a un sistema nel quale nessun responsabile dell’intelligence disponga di un potere autonomo eccessivo. Budanov è stato trasferito alla presidenza, Ivashchenko ha assunto il GUR, Khmara è passato alla Difesa e Poklad controlla l’SBU. Il risultato è una redistribuzione dei vertici che rafforza il ruolo del presidente come arbitro dell’intero apparato di sicurezza.

La partita riguarda quindi non soltanto il controllo dei servizi, ma l’efficienza dell’intelligence ucraina durante la guerra. Una maggiore coordinazione potrebbe rafforzare Kiev nella lotta contro le infiltrazioni russe. Una competizione basata sulle fedeltà personali e politiche rischierebbe invece di indebolire proprio gli apparati chiamati a contrastare Mosca.