di Guido Keller –
La città di Pokrovsk, nell’oblast di Donetsk, è divenuta in queste settimane uno dei principali epicentri della guerra tra Russia e Ucraina. Gli scontri, iniziati a intensificarsi alla fine dell’estate, hanno raggiunto un livello di violenza tale da far parlare gli osservatori internazionali di una “nuova fase offensiva russa” nel cuore del Donbass.
Pokrovsk si trova lungo l’asse che collega Kostiantynivka a Pavlohrad, un corridoio logistico fondamentale per le forze ucraine impegnate a difendere l’intera regione orientale.
La caduta della città aprirebbe alla Russia la strada verso Dnipro, minacciando così l’intero dispositivo difensivo ucraino nell’est del Paese. È questo, secondo gli analisti, il motivo per cui Mosca ha concentrato qui oltre 150mila uomini, supportati da artiglieria pesante, droni d’attacco e reparti d’élite del Cremlino.
Fonti di Kiev parlano di una situazione “difficile ma sotto controllo”. Le truppe ucraine, pur ridotte nei numeri e a corto di munizioni, stanno opponendo una strenua resistenza.
Tuttavia la costante pressione russa e i bombardamenti sulle linee di rifornimento rendono ogni giorno più precaria la posizione delle forze difensive. Pokrovsk, già devastata da settimane di attacchi missilistici, vede evacuazioni continue di civili, spesso in condizioni estreme.
Secondo fonti locali, oltre 80% degli edifici civili della città ha subito danni. Ospedali, scuole e infrastrutture energetiche sono in gran parte fuori uso. Le organizzazioni umanitarie, tra cui l’ONU, parlano di “crisi umanitaria imminente”, mentre migliaia di residenti rimasti cercano rifugio in rifugi sotterranei o cercano di fuggire verso ovest.
Gli esperti militari concordano nel definire Pokrovsk come il simbolo della nuova fase del conflitto: non più una guerra di manovra, ma una guerra di logoramento, in cui ogni chilometro conquistato comporta perdite enormi da entrambe le parti.
Mosca punta a consumare la capacità di resistenza di Kiev e ad aumentare la pressione psicologica, mentre l’Ucraina spera in un rafforzamento degli aiuti occidentali per stabilizzare il fronte.
Mentre sul piano diplomatico tutto sembra fermo, sul terreno la realtà è quella di un conflitto che si inasprisce giorno dopo giorno.
Il destino di Pokrovsk potrebbe determinare l’equilibrio dell’intero fronte orientale: una vittoria russa qui rappresenterebbe un successo strategico e simbolico, mentre la sua difesa fino all’ultimo significherebbe per l’Ucraina mantenere viva la speranza di resistere nel Donbass.












