di Guido Keller –

Mentre i soldati ucraini continuano a morire e ad arretrare nell’area di Pokrovsk sotto la pressione russa, a Kiev monta l’ennesimo scandalo corruzione, che ha portato il presidente Volodymyr Zelensky a far licenziare dal premier Yulia Svyrydenko i ministri della Giustizia German Galushchenko, che in precedenza era titolare dell’Energia, e quello dell’Energia Svitlana Grynchuk.

L’inchiesta, guidata da National Anti‑Corruption Bureau of Ukraine (NABU) e dall’Ufficio del Procuratore anti-corruzione, ha portato alla luce che diversi appaltatori della Energoatom erano stati costretti a versare tangenti pari al 10-15% del valore dei contratti per poter rimanere fornitori o ricevere pagamenti.

Tra gli indagati figura il noto imprenditore Timur Mindich, già vicino al presidente Volodymyr Zelenskyy. Mindich è ritenuto il presunto ideatore del sistema di corruzione. Le registrazioni audio raccolte dagli investigatori contengono conversazioni tra gli indagati in cui si parla di “percentuali” da applicare sui contratti e modalità per evitare controlli.

Il settore energetico ucraino è strategico, soprattutto in tempo di guerra, visto che l’infrastruttura è vulnerabile agli attacchi esterni e il Paese dipende da fondi internazionali per ripristinare e mantenere le forniture. Questo scandalo mina la fiducia sia interna sia internazionale. Viceversa, la corruzione nel sistema degli appalti e della fornitura energetica può tradursi in inefficienze, ritardi nei lavori di ricostruzione, aumento dei costi e peggioramento delle condizioni per i cittadini, come blackout e tariffe elevate.

Il fatto che il sistema funzioni anche durante uno stato di emergenza nazionale, con difficoltà operative e rischio elevato, sottolinea l’urgenza di riforme e controlli più severi.

Lo scandalo arriva in un momento in cui l’Ucraina cerca di rafforzare la propria integrazione con l’Unione Europea e di attrarre fondi dagli alleati internazionali: la credibilità sulle questioni di trasparenza e buona governance è quindi cruciale.

Le autorità ucraine dovranno ora decidere rapidamente su come rimodellare i sistemi di appalto nel settore energetico, garantire trasparenza nelle spese e dare segnali forti che la corruzione sarà perseguita. Anche gli investitori e i partner internazionali seguiranno da vicino l’esito dell’inchiesta: un risultato negativo potrebbe ridurre disponibilità di finanziamenti o aumentare richieste di condizioni più stringenti.

Per i cittadini ucraini, è importante che lo scandalo non si traduca in un semplice cambio di nomi, ma che porti a un miglioramento reale del funzionamento del settore energia.