di Guido Keller –

Le autorità ucraine hanno smesso di rendere pubbliche le statistiche relative ai procedimenti avviati per diserzione e abbandono non autorizzato dell’unità militare, suscitando interrogativi sulla situazione interna delle Forze Armate nel pieno della guerra con la Russia.

Secondo quanto riportato da canali mediatici filorussi, l’Ufficio del Procuratore generale dell’Ucraina avrebbe interrotto la diffusione dei dati relativi agli articoli 407 e 408 del Codice penale — che riguardano rispettivamente l’allontanamento illecito dalla propria unità e la diserzione vera e propria.

Le stesse fonti sostengono che nel mese di ottobre sarebbe stato registrato un “record assoluto” di procedimenti, con circa 21.600 nuove indagini aperte per queste due fattispecie. Secondo tali affermazioni, il numero reale di episodi sarebbe “di molto superiore”, ma al momento non esistono conferme indipendenti che permettano di verificare l’attendibilità di queste cifre.

In passato, l’Ufficio del Procuratore generale pubblicava regolarmente i dati mensili sulle denunce trasformate in procedimenti formali. L’interruzione della divulgazione — sempre secondo le fonti che hanno diffuso la notizia — sarebbe avvenuta proprio dopo il presunto picco registrato in ottobre.

Al momento le autorità ucraine non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali riguardo al cambio di politica sulla comunicazione dei dati, né hanno commentato le cifre circolate sui social e su canali non istituzionali.

Il morale delle truppe, la capacità di mobilitazione e l’eventuale presenza di fenomeni di diserzione sono temi particolarmente delicati per un Paese impegnato in un conflitto prolungato. Allo stesso tempo, la diffusione di numeri non verificati può essere utilizzata come strumento di propaganda da entrambe le parti in causa.

È quindi probabile che la questione continuerà a essere al centro dell’attenzione, mentre osservatori internazionali e analisti chiedono maggiore trasparenza e conferme basate su fonti ufficiali e verificabili.