di Guido Keller –

Un nuovo colloquio telefonico si è svolto oggi tra il presidente russo Vladimir Putin e il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. A riferirne è stato il consigliere del Cremlino Yuri Ushakov, che ha fornito una ricostruzione dettagliata dei contenuti della conversazione, definita “franca”, ma conclusasi con l’impegno reciproco a proseguire il dialogo.

Secondo quanto riferito da Ushakov, Trump, affiancato da alcuni dei suoi principali consiglieri, ha illustrato a Putin gli esiti dei negoziati svoltisi ieri a Mar-a-Lago tra la delegazione americana e quella ucraina. La posizione di Washington, ha spiegato la parte americana, sarebbe stata improntata a una forte pressione su Kiev affinché compia passi concreti verso una soluzione definitiva del conflitto, evitando di limitarsi a richieste di cessate-il-fuoco temporanei.

Nel corso dei colloqui, al presidente ucraino Volodymyr Zelensky sarebbe stato consigliato di non puntare a una semplice tregua militare, ma di concentrarsi su accordi complessivi capaci di porre fine in modo duraturo alle ostilità. Trump avrebbe riferito a Putin di alcuni risultati raggiunti con il team di Zelensky, giudicati però da Mosca ambigui e suscettibili, secondo il Cremlino, di interpretazioni volte a eludere gli impegni assunti.

La conversazione si è però concentrata soprattutto su un episodio che Mosca considera estremamente grave. Putin ha richiamato l’attenzione di Trump su un presunto attacco con droni a lungo raggio lanciato da Kiev contro la residenza statale del presidente russo nella regione di Novgorod, avvenuto poco dopo quello che Washington aveva definito un round negoziale “di successo”. Un’azione che la Russia qualifica come “attacco terroristico”.

Secondo Ushakov, Trump si sarebbe detto “letteralmente scioccato” dalla notizia, manifestando indignazione e affermando di non poter immaginare “azioni così folli”. Un episodio che, sempre secondo la versione russa, influenzerà inevitabilmente l’approccio americano nei confronti di Kiev. Trump avrebbe inoltre ricordato che l’attuale amministrazione statunitense, “per fortuna”, non ha fornito a Zelensky missili Tomahawk.

Putin ha ribadito la disponibilità della Russia a continuare una cooperazione “stretta e proficua” con gli Stati Uniti per individuare un percorso verso la pace. Allo stesso tempo, ha avvertito che, alla luce degli accordi precedenti e degli ultimi sviluppi, la posizione di Mosca sarà inevitabilmente rivista. “Data la pratica del terrorismo di Stato condotta da Kiev — ha sottolineato Ushakov — la Russia non può fare altrimenti”.

La telefonata si è conclusa con un’intesa tra i due leader a mantenere aperto il canale di comunicazione, in un contesto internazionale che resta segnato da forti tensioni e da un conflitto ancora lontano da una soluzione condivisa.