di Vittorio Di Mambro Rossetti / Dire * –
È durata appena tre giorni la “tregua del gelo” in Ucraina. Nella notte scorsa e dalle prime ore di oggi, mercoledì 3 febbraio, sono ripartiti gli attacchi russi contro città e impianti energetici ucraini. Il primo attacco russo al sistema energetico ha lasciato 50 città e villaggi ucraini senza elettricità nella regione di Vinitsia, nell’Ucraina centrale. Nella Capitale il sindaco denuncia: “Sono quadi 1200 i condomini senza riscaldamento a causa dei raid russi della notte”. A riportarlo l’agenzia Reuters.
“Ancora una volta, si è verificato un attacco mirato specificamente contro impianti energetici: i russi hanno utilizzato un numero significativo di missili balistici in combinazione con altri missili, oltre 70 in totale, oltre a 450 droni d’attacco. Gli attacchi hanno colpito le regioni di Sumy e Kharkiv, la regione di Kiev e la capitale, nonché le regioni di Dnipro, Odessa e Vinnytsia. Ad oggi, nove persone sono state segnalate come ferite a seguito dell’attacco. Si sono verificati danni a normali edifici residenziali e alle infrastrutture energetiche. A Kiev, gli attacchi con droni hanno causato incendi in grattacieli e danneggiato un asilo. Tutti i servizi necessari sono stati dispiegati ove possibile”. Lo scrive su X il presidente ucraino Volodymyr Zelensky.
Per la Russia, prosegue, “approfittare dei giorni più freddi dell’inverno per terrorizzare la popolazione è più importante che ricorrere alla diplomazia. E questo dimostra chiaramente cosa è necessario ai nostri partner e cosa può essere d’aiuto. La consegna tempestiva di missili per i sistemi di difesa aerea e la protezione della vita quotidiana sono le nostre priorità. Senza pressioni sulla Russia, questa guerra non avrà fine. In questo momento, Mosca sta scegliendo il terrore e l’escalation, ed è per questo che è necessaria la massima pressione. Ringrazio tutti i nostri partner che lo capiscono e ci stanno aiutando”.
* Fonte: agenzia Dire.












