di Giusy Mercadante / Dire * –
L’inviato speciale degli Stati Uniti, Steve Witkoff, incontrerà Volodymyr Zelensky e i leader europei a Berlino durante questo fine settimana: domenica e lunedì. A riferirlo è il Wall Street Journal. Sarà una nuova occasione per discutere dell’accordo di pace tra Ucraina e Russia, di cui si continua a discutere e che Donald Trump vorrebbe chiudere prima della fine dell’anno. L’accelerazione sarebbe, così, dovuta all’esigenza di abbattere le divergenze con Kiev sui punti più cruciali, tra cui la cessione del Donbass e la creazione di una zona smilitarizzata. Secondo il quotidiano saranno presenti il presidente francese Emmanuel Macron, il primo ministro britannico Keir Starmer e il cancelliere tedesco Friedrich Merz.
Sempre dall’America, secondo quanto riferisce Trump, arriverebbero delle rassicurazioni che l’amministrazione Trump è pronta a fornire all’Ucraina: si parla di garanzie di sicurezza giuridicamente vincolanti basate sull’articolo 5 del Trattato Nato. “Abbiamo fatto molto, abbiamo fermato otto guerre. Ne rimane ancora una, pensavo sarebbe stata la più facile da risolvere, quella con Russia e Ucraina. Ma abbiamo fatto molti progressi“, ha intanto ripetuto Trump durante la cerimonia di consegna delle medaglie onorarie ai campioni olimpici del 1980 della nazionale di hockey. Il tycoon ha così nascosto la frustrazione per lo stallo dei negoziati.
La notizia dell’incontro di Berlino arriva all’indomani del congelamento a tempo indeterminato dei beni della banca centrale russa detenuti in Europa da parte dell’Unione. “L’Ue ha appena deciso di immobilizzare a tempo indeterminato i beni russi. Ciò garantisce che fino a 210 miliardi di euro di fondi russi rimangano sul suolo dell’Ue, a meno che la Russia non paghi integralmente le riparazioni all’Ucraina per i danni causati. Continueremo ad aumentare la pressione sulla Russia finché non prenderà sul serio i negoziati. Il Consiglio europeo della prossima settimana sarà cruciale per garantire il fabbisogno finanziario dell’Ucraina per i prossimi anni“, ha spiegato su X l’Alta Rappresentante Ue Kaja Kallas. I fondi andrebbero a finanziare l’Ucraina e verrebbero restituiti al pagamento della Russia. I leader europei si riuniranno il 18 dicembre per definire il prestito di riparazione.
Il primo ministro ucraino, Yulia Svyrydenko, ha commentato la decisione definendola “un passo fondamentale verso la giustizia e la responsabilità“. Per la premier: “Eliminando il rischio di blocco politico e garantendo che questi fondi rimangano immobilizzati per tutto il tempo necessario, l’Europa ha dimostrato chiarezza strategica e determinazione morale. Questa decisione rafforza le basi del meccanismo dei prestiti di riparazione e ci avvicina a un futuro in cui la Russia pagherà per i crimini commessi e per la distruzione causata. Queste risorse aiuteranno l’Ucraina a difendere il nostro popolo, a sostenere i servizi pubblici essenziali e a preservare la stabilità macro finanziaria durante la guerra. Rappresentano un anticipo sulle riparazioni dovute. Un’Ucraina forte è essenziale per la sicurezza dell’Europa, sul campo di battaglia e al tavolo dei negoziati. Contiamo sull’unità dell’Europa affinché questo principio diventi uno strumento finanziario funzionante. Sono grata agli Stati membri dell’UE, alla Commissione europea e al Consiglio europeo per la loro leadership e unità. Questa è la responsabilità di fronte all’aggressione”.
La banca russa ha intanto paventato una causa contro Euroclear, il depositario centrale di titoli con sede a Bruxelles. La decisione dell’Ue ha fatto storcere il naso all’Ungheria che critica l’approvazione a maggioranza qualificata. Su Facebook, Victor Orban si è espresso contro scrivendo: “Oggetto del voto è il bene russo congelato, su cui gli Stati membri dell’Ue hanno votato ogni sei mesi e la decisione è stata presa all’unanimità. Con la procedura odierna il requisito dell’unanimità verrà abolito dai Bruxelles con un colpo di penna, ovviamente illegale. Con la decisione odierna nell’Unione Europea, lo Stato di diritto verrà abolito e i leader europei si metteranno al di sopra delle regole. La Commissione Europea, invece di vigilare sul rispetto degli accordi UE, viola metodicamente il diritto europeo. Lo sta facendo per continuare la guerra apparentemente invincibile in Ucraina. Tutto questo in pieno giorno, meno di una settimana prima della riunione del Consiglio d’Europa, che comprende i capi di Stato e di governo, il più importante organo decisionale dell’Unione europea. Con questo nell’Unione Europea, lo stato di diritto sarà sostituito dai burocrati, cioè la dittatura di Bruxelles”.
Dall’Ucraina e in attesa dei nuovi colloqui, Zelensky denuncia un massiccio attacco russo a Odessa. “Tutti i servizi necessari sono attualmente operativi per ripristinare l’approvvigionamento elettrico e idrico nelle nostre comunità colpite dall’attacco notturno della Russia. Ancora una volta, l’attacco principale ha colpito il nostro settore energetico, il sud del Paese e la regione di Odessa. Due persone sono rimaste ferite nella regione di Odessa. Più di una dozzina di strutture civili sono state danneggiate in tutto il Paese”, spiega.
“Migliaia di famiglie sono attualmente senza elettricità dopo gli attacchi notturni nelle regioni di Kirovohrad, Mykolaiv, Odessa, Sumy, Kharkiv, Kherson e Černihiv. Gli attacchi hanno colpito anche le regioni di Dnipro e Čerkasy. In totale, il nemico ha utilizzato più di 450 droni d’attacco e 30 missili di vario tipo. Stiamo facendo tutto il possibile per ripristinare e migliorare la situazione. Ringrazio tutti i nostri collaboratori coinvolti negli sforzi di recupero”, dice ancora il presidente.
“È importante che tutti ora vedano cosa sta facendo la Russia: ogni passo che compie nel terrore contro il nostro popolo, tutti i suoi attacchi, perché chiaramente non si tratta di porre fine alla guerra. Il loro obiettivo è ancora quello di distruggere il nostro Stato e infliggere il massimo dolore al nostro popolo- sottolinea- . Ecco perché abbiamo bisogno di supporto in tutto ciò che contribuisce a proteggere vite umane e a porre fine a questa guerra: rafforzare le difese aeree e i nostri soldati al fronte, aumentare le nostre capacità a lungo raggio e intensificare la pressione sulla Russia. Affinché tutti i nostri sforzi diplomatici diano risultati, è necessario esercitare pressione sull’aggressore affinché ponga fine alla guerra che ha iniziato. Ringrazio chiunque comprenda questo e sia pronto ad aiutare”.
* Fonte: agenzia Dire.












