di Guido Keller

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha dichiarato di essere disposto a discutere un ritiro delle truppe ucraine dalle porzioni del Donbass ancora sotto controllo di Kiev, a condizione che la Russia arretri le proprie forze di una distanza equivalente. La proposta si inserisce nel contesto dei negoziati di pace in corso e rappresenta uno dei tentativi di sbloccare lo stallo sulla questione territoriale nell’Ucraina orientale.

Secondo quanto riportato da fonti di stampa internazionali, l’idea rientra tra le opzioni discusse per ridurre la tensione sul fronte orientale e creare una possibile zona demilitarizzata. Tuttavia il nodo principale resta il futuro delle aree contese e le condizioni di sicurezza che dovrebbero accompagnare qualsiasi accordo.

Zelensky ha più volte ribadito che l’opinione pubblica ucraina non accetterebbe un accordo che preveda la cessione unilaterale del Donbass alla Russia. Qualsiasi decisione territoriale, ha sottolineato, dovrebbe passare da un referendum nazionale e includere garanzie di sicurezza da parte degli alleati occidentali.

Il presidente ha inoltre criticato le pressioni internazionali affinché sia l’Ucraina a fare concessioni, sostenendo che eventuali compromessi dovrebbero riguardare anche Mosca.

Dal canto suo la Russia continua a chiedere la consegna dell’intera regione del Donbass, nonostante non ne controlli completamente il territorio. Questa richiesta rappresenta uno dei principali ostacoli ai negoziati.

I colloqui mediati dagli Stati Uniti a Ginevra si sono conclusi senza un accordo, con entrambe le parti che si accusano a vicenda di rallentare il processo. Secondo Kiev, Mosca starebbe cercando di trascinare le trattative senza fare concessioni sostanziali.

L’idea di creare zone demilitarizzate o di procedere a ritiri reciproci non è nuova. Già alla fine del 2025 erano circolate ipotesi di questo tipo, spesso legate a piani internazionali per congelare le linee del fronte o trasformare l’area in una zona economica speciale con sovranità da definire.

Prospettive

Nonostante alcune aperture tattiche, le distanze tra le posizioni restano ampie. Kiev esclude concessioni territoriali senza solide garanzie, mentre Mosca insiste sul controllo dell’intero Donbass. Con la guerra ormai prossima al quinto anno, il destino della regione orientale continua a essere il punto centrale e più difficile dei negoziati.