di Giuseppe Gagliano –
La partecipazione di Volodymyr Zelensky alla riunione straordinaria del governo britannico voluta dal premier Keir Starmer rappresenta un passo significativo nella lotta contro le esportazioni illegali di petrolio russo, in un momento critico per l’Ucraina e l’Europa. Questo incontro, il primo di un leader straniero con il nuovo primo ministro britannico, mette in luce l’urgenza e la determinazione dei governi europei di contrastare la crescente “flotta ombra” di petroliere russe che eludono le sanzioni occidentali. L’appello all’azione lanciato durante il vertice della Comunità politica europea a Blenheim Palace e il supporto promesso dal Regno Unito riflettono una coesione strategica volta a limitare le risorse finanziarie del Cremlino, cruciali per sostenere l’invasione dell’Ucraina.
La promessa di un trattato di supporto per le esportazioni di difesa tra Regno Unito e Ucraina, con un pacchetto di 3,5 miliardi di sterline, sottolinea l’impegno di lungo termine per rafforzare le capacità militari ucraine e mantenere la pressione su Mosca. Inoltre le dichiarazioni di Zelensky sull’unità europea e le critiche al premier ungherese Viktor Orbán evidenziano le tensioni interne all’UE, mentre la necessità di mantenere un fronte compatto contro le manovre di Vladimir Putin resta centrale.
Jens Stoltenberg, capo della NATO, ha sottolineato l’importanza di evitare profezie che si avverino riguardo al futuro della NATO sotto una possibile nuova amministrazione Trump, ribadendo che l’alleanza è più forte che mai. In questo contesto, l’incontro di Zelensky a Londra non solo mira a bloccare le entrate petrolifere russe ma anche a rafforzare i legami difensivi e politici tra l’Ucraina e l’Europa, cruciali per la stabilità e la sicurezza della regione.




