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Il ministro della Difesa russo Andrei Belousov ha chiamato nei giorni scorsi il collega statunitense Lloyd Austin per chiedergli conto di un “piano segreto” ucraino contro la Russia, ritenendo che il Pentagono ne fosse a conoscenza. La cosa potrebbe rappresentare un’ulteriore escalation del conflitto, da qui la preoccupazione di Mosca, tuttavia Austin ha fatto sapere di non aver notizia di alcun piano segreto. A dare notizia della telefonata, confermata da Mosca, è stato il New York Times, il quale ha spiegato che la cosa è stata presa sul serio da parte dei funzionari del Pentagono in quanto non sarebbe la prima volta che gli ucraini si muovono autonomamente nonostante il supporto economico, di armi, di intelligence e di formazione dato dagli Usa.
Oggi è invece intervenuto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, il quale ha fatto sapere l’intenzione di stendere un piano per fermare la guerra entro il novembre di quest’anno. Nonostante i militari russi continuino a procedere nel territorio ucraino conquistando villaggio dopo villaggio, Zelensky ha specificato che la proposta per fermare la guerra verterà su rafforzamento dell’esercito, sulla pressione diplomatica sulla Russia, sul sostegno all’Ucraina soprattutto da parte degli Usa e che prevederà l’integrità territoriale. Non ha parlato di adesione alla Nato.
Il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov ha risposto a Zelensky affermando che con tali pilastri la proposta non potrà essere accettata, e ha rimarcato che “tutti gli obiettivi dell’Operazione speciale saranno raggiunti”. Lavrov ha aggiunto che “dall’occidente continuano a chiederci un approccio costruttivo, ovvero la nostra capitolazione, che non ci sarà”. Ha poi fatto notare che Zelensky nel novembre 2022 ha fatto un decreto per vietare a se stesso in quanto presidente e a ogni amministratore ucraino di interloquire con la Russia, “un decreto che non è mai stato annullato, nonostante le richieste”.












