di Mariarita Cupersito

A quasi due mesi dall’approvazione dell’AI Act, l’accordo europeo sulla prima legge al mondo finalizzata a disciplinare l’utilizzo dell’Intelligenza artificiale (AI), la Commissione europea annuncia la nascita del nuovo Ufficio per l’Intelligenza artificiale finalizzato a “garantire lo sviluppo e il coordinamento della politica sull’Ai a livello europeo” e a “supervisionare l’attuazione e l’applicazione” del testo normativo, che dovrà essere ratificato dai co-legislatori del Parlamento e del Consiglio dell’Ue.

L’Ufficio sarà “un organo centrale di coordinamento” delle relative politiche a livello europeo, come riporta una nota della Commissione, tramite cooperazione con altri servizi dell’esecutivo, con gli Stati membri, con gli organi dell’Ue e le parti interessate. L’Ufficio avrà una portata internazionale e promuoverà l’approccio dell’Unione europea alla governance dell’Intelligenza artificiale nonché lo sviluppo della conoscenza e della comprensione delle nuove tecnologie.

L’iniziativa si inserisce tra le nuove misure per l’innovazione volte a promuovere l’AI e lo sviluppo di start-up e piccole e medie imprese, approvate lo scorso 24 gennaio dal Collegio dei Commissari, che prevedono la creazione di “fabbriche di intelligenza artificiale”: si lavorerà sull’acquisizione, l’aggiornamento e la gestione di supercomputer “per consentire un rapido apprendimento automatico e l’addestramento di modelli di AI per scopi generali di grandi dimensioni”, la creazione di un unico sportello per lo sviluppo degli algoritmi, la valutazione dei test e la convalida di modelli di Ia su larga scala, nonché lo sviluppo di “applicazioni emergenti di Ai basate su modelli per scopi generali”.

L’accordo di compromesso sull’AI Act è stato raggiunto dai co-legislatori del Parlamento e del Consiglio dell’Ue tra il 6 e l’8 dicembre 2023, dopo una maratona di circa 36 ore; il documento mantiene un livello di protezione orizzontale, con una scala di rischio che regolamenta le possibili applicazioni dell’Ai articolata su quattro diversi livelli: minimo, limitato, alto e inaccettabile, con divieti e obblighi differenziati.