di Mariarita Cupersito –
“L’Unione Europea, nonostante abbia dato il maggior contributo finanziario alla guerra in Ucraina e abbia il maggiore interesse in una pace giusta, ha avuto finora un ruolo abbastanza marginale nei negoziati”. Queste le parole dell’ex presidente del Consiglio Mario Draghi nel corso del suo intervento al Meeting di Rimini.
“Nel frattempo la Cina ha apertamente sostenuto lo sforzo bellico della Russia e le proteste europee hanno avuto poco effetto: la Cina ha chiarito che non considera l’Europa come un partner alla pari e usa il suo controllo nel campo delle terre rare per rendere la nostra dipendenza sempre più vincolante”.
L’Unione europea, prosegue Draghi, “è stata spettatrice anche quando i siti nucleari iraniani venivano bombardati e il massacro di Gaza si intensificava. Questi eventi hanno fatto giustizia di qualunque illusione che la dimensione economica da sola assicurasse una qualche forma di potere geopolitico”.
L’Europa ” deve cambiare”, ha proseguito, precisando però l’importanza di non cedere alla via breve della “sovranità nazionale” e del “distruggere l’integrazione europea”, che esporrebbe ancora di più il continente.
“Il 2025 sarà ricordato come l’anno in cui è evaporata l’illusione dell’Europa di contare”, ribadisce l’ex presidente del Consiglio, citando poi la distinzione tra “debito cattivo e debito buono” per invitare i Paesi europei a costruire “forme di debito comune”, le sole in grado di sostenere “progetti europei di grande ampiezza che sforzi nazionali frammentati e insufficienti non riuscirebbero mai ad attuare”. Il riferimento è anche all’aumento delle spese per la difesa imposto da Donald Trump, la cui elezione è stata “una sveglia brutale” per l’Europa.
Ora il compito dei 27 Paesi membri è quello di ritrovare il modo di “andare d’accordo”. A fronte di quello che succede nel mondo, dove non c’è più “il rispetto delle regole” ma l’uso della “forza militare e della potenza economica per proteggere gli interessi nazionali”, la prima cosa da fare, ribadisce Draghi con enfasi, è quella di “stringersi tutti insieme”.




