Ue. Gas: Bruxelles punta sul Sahara per ridurre la dipendenza dalla Russia

di Giuseppe Gagliano –

L’Europa guarda all’Africa per rafforzare la propria sicurezza energetica e ridurre la dipendenza dal gas russo. Al centro della strategia c’è il progetto del gasdotto trans-sahariano, una infrastruttura destinata a collegare i giacimenti della Nigeria con l’Algeria attraverso il Niger, creando un nuovo corridoio energetico verso il mercato europeo.
Il progetto prevede una capacità di trasporto fino a 30 miliardi di metri cubi di gas all’anno. Il tracciato partirebbe dall’area di Warri, nel sud della Nigeria, attraverserebbe il Niger e raggiungerebbe Hassi R’Mel, principale hub energetico algerino, da cui il gas potrebbe essere immesso nelle reti già collegate al Mediterraneo e all’Europa.
L’Algeria emerge come il principale beneficiario geopolitico dell’iniziativa. Grazie alle infrastrutture esistenti e alla propria esperienza nel settore energetico, Algeri rafforzerebbe il proprio ruolo di partner strategico dell’Europa, consolidando il peso politico nei confronti di Italia, Spagna e Francia.
Per Bruxelles il gasdotto rappresenta una possibile alternativa alle forniture russe, ma non elimina il problema della dipendenza energetica. Piuttosto, lo trasferisce verso nuovi partner e nuove aree geografiche, imponendo la gestione di differenti rischi politici e strategici.
La realizzazione dell’opera richiederà investimenti miliardari, garanzie finanziarie e accordi di lungo periodo. A complicare il quadro vi è anche la contraddizione europea tra la ricerca di nuove fonti di gas e gli obiettivi di transizione energetica che prevedono una progressiva riduzione dell’uso degli idrocarburi.
Un’altra incognita riguarda la sicurezza. Il tracciato attraversa il Sahel e il Sahara, regioni segnate da instabilità politica, gruppi armati, traffici illegali e crisi istituzionali. Proteggere migliaia di chilometri di infrastrutture richiederà sistemi di sorveglianza, cooperazione tra Stati e continui investimenti nella sicurezza.
Il gasdotto dovrà inoltre confrontarsi con il progetto concorrente Nigeria-Marocco, che punta a raggiungere l’Europa attraverso la costa atlantica africana. La competizione tra le due rotte contribuirà a definire i futuri equilibri energetici tra Africa ed Europa.
Al di là degli aspetti economici, il progetto conferma il crescente peso geopolitico dell’Africa nella competizione globale. Nigeria, Niger e Algeria acquisiscono maggiore centralità strategica, mentre l’Europa cerca nuove vie per garantire approvvigionamenti energetici stabili in un contesto internazionale sempre più competitivo.
Il gasdotto trans-sahariano resta una grande opportunità, ma non una soluzione immediata. Costi elevati, tempi lunghi, rischi di sicurezza e incertezze sulla domanda futura di gas rendono il progetto una scommessa di lungo periodo. Per l’Europa, tuttavia, rappresenta uno dei tasselli più importanti nella ridefinizione della propria strategia energetica dopo la crisi dei rapporti con Mosca.