TMNews, 14 set 12 –
L’emissario russo presso l’Unione europea Vladimir Chizhov e il Commissario europeo alla Concorrenza, Joaquin Almunia, si sono incontrati a Bruxelles per discutere le prospettive dell’indagine avviata dalla Commissione su Gazprom per verificare se il colosso energetico russo abbia abusato di una posizione dominante su diversi mercati dell’Europa centro-orientale. “Un colloquio molto franco, una discussione convincente”, ha riferito Chizov. Il faccia a faccia c’è stato ieri, ma le agenzie russe ne danno conto oggi, con i commenti dell’inviato russo. “Il signor Almunia mi ha assicurato che gli argomenti con cui replicherà di Gazprom verranno presi in considerazione con la dovuta obiettività”, ha affermato Chizov. Il rappresentante russo ha sottolineato che “naturalmente, le parti nell’inchiesta saranno Gazprom e le società dei Paesi dove Gazprom ha firmato contratti. L’oggetto dell’indagine saranno i contratti”. Mosca ci tiene ad evidenziare che non si tratta di una disputa tra Russia e altri Paesi – “gli accordi intergovernativi non sono oggetto dell’inchiesta – ma è convinta, e lo sostiene pubblicamente, che all’origine della vicenda vi sia un conflitto con la Lituania. Chizov ha ribadito oggi che tutto è cominciato “con la disputa tra Gazprom e l’antitrust lituano, se vogliamo dire le cose come stanno, sulla nazionalizzazione forzata del gasdotto lituano, cosa che ha portato al ricorso presentato da Gazprom alla Corte di arbitrato di Stoccolma”. Secondo Mosca, “tale coincidenza porta a credere che i nostri rispettabili colleghi lituani stanno tentando di usare la Commissione europea per influenzare quei procedimenti legali, in modo che l’esito possa risultare a favore della Lituania”. Questa è la lettura russa del braccio di ferro scattato con Bruxelles. Mosca ha già replicato all’avvio dell’inchiesta con un paio di passi piuttosto agguerriti. Il presidente Vladimir Putin ha firmato un decreto in base al quale le imprese “strategiche” russe che operano all’estero passano sotto il controllo e la protezione dello Stato, ponendo de facto sotto tutela pubblica Gazprom. Poi il governo russo ha proposto alla piccola e povera Moldova uno sconto del 30% sul prezzo del gas, in cambio della rinuncia all’accordo di cooperazione energetica con l’Unione europea. L’inchiesta avviata dall’Ue il 4 settembre mira a verificare se il gruppo russo abbia “segmentato il mercato interno europeo per poter praticare prezzi diversi a seconda degli Stati membri”, oltre a “sfruttare in modo abusivo la propria posizione dominante sul mercato comune” e anche se abbia “impedito la diversificazione dell’approvvigionamento di gas” di vari Paesi nel centro-est europeo.




