Ue. Hate Speech online, il quinto rapporto della Commissione europea sui discorsi di odio

di Mariarita Cupersito –

Il fenomeno dell’hate speech online è da anni sotto i riflettori e la Commissione europea, unitamente ai colossi dell’informatica, ha presentato già nel 2016 un codice di condotta per contrastare l’incitamento all’odio online. Alle quattro società iniziali, Facebook, Microsoft, Twitter e YouTube, si sono unite negli anni Google+, Instagram, Dailymotion, Jeuxvideo.com e Snapchat.
I risultati, oggetto di costante monitoraggio, sono complessivamente positivi: più del 90% dei contenuti di odio che vengono segnalati sono valutati nelle successive 24 ore e circa il 70% viene rimosso, stando a quanto riporta la quinta valutazione del codice di condotta presentata nei giorni scorsi dalla Commisione europea.
Il codice si fonda sulla cooperazione fra Commissione, società civile, piattaforme e autorità nazionali e si conferma “un’iniziativa di successo per contrastare l’illecito incitamento all’odio online, che ha permesso di introdurre miglioramenti urgenti nel pieno rispetto dei diritti fondamentali e ha creato validi partenariati tra le organizzazioni della società civile, le autorità nazionali e le piattaforme informatiche”, ha dichiarato la vicepresidente per i Valori e la trasparenza Věra Jourová, “È giunto il momento di garantire che tutte le piattaforme siano soggette agli stessi obblighi nel mercato unico e di chiarire nella legislazione le responsabilità delle piattaforme per rendere gli utenti più sicuri online. Ciò che è illegale offline lo è anche online”.
Bruxelles sottolinea tuttavia la necessità di continuare a migliorare la trasparenza e garantire a coerente valutazione nel tempo dei contenuti segnalati:“Esorto le piattaforme a colmare le lacune riscontrate nelle valutazioni più recenti, in particolare per quanto riguarda il feedback agli utenti e la trasparenza”, ha dichiarato Didier Reynders, Commissario per la Giustizia. “In tale contesto, l’imminente legge sui servizi digitali farà la differenza, perché creerà un quadro europeo per i servizi digitali e integrerà le azioni in corso dell’UE volte a contrastare l’illecito incitamento all’odio online. La Commissione esaminerà a fondo anche la possibilità di adottare misure vincolanti di trasparenza affinché le piattaforme spieghino in che modo trattano l’illecito incitamento all’odio”.