Ue. La Commissione verso l’istituzione di una nuova intelligence europea guidata da Ursula von der Leyen

di Mariarita Cupersito –

La Commissione europea ha dato il via alla creazione di un nuovo organismo di intelligence sotto la presidenza di Ursula von der Leyen, allo scopo di potenziare l’impiego delle informazioni raccolte dalle agenzie di spionaggio nazionali.
A riportarlo è l’edizione europea del Financial Times, secondo cui l’unità sarà sviluppata nell’ambito del segretariato generale della Commissione e mira ad assumere funzionari provenienti dall’intera comunità di intelligence dell’Unione europea raccogliendo informazioni per scopi comuni, come riferito da quattro persone informate sui piani.
“I servizi segreti degli Stati membri dell’Ue sanno molto. La Commissione sa molto. Abbiamo bisogno di un modo migliore per mettere insieme tutte queste informazioni ed essere efficaci e utili ai nostri partner. Nel campo dell’intelligence, per ottenere qualcosa bisogna dare qualcosa in cambio”, ha dichiarato una delle fonti al Financial Times. Il piano non è stato ancora comunicato formalmente a tutti i 27 Stati membri dell’Unione europea, ma l’organismo prevede di coinvolgere funzionari distaccati dalle agenzie di intelligence nazionali. “L’Europa vuole diventare più indipendente, anche nel settore dell’intelligence”, ha affermato un funzionario dell’Ue.
Stando a quanto riportato dal quotidiano britannico, l’iniziativa incontra l’ostilità dagli alti funzionari del Servizio di Azione esterna SEAE, al cui interno già esiste il Centro di situazione e di intelligence dell’Unione europea INTCEN sotto la diretta autorità dell’Alto rappresentante per gli Affari esteri, attualmente l’estone Kaja Kallas.
Il piano prevede inoltre la collaborazione degli Stati membri, tradizionalmente reticenti all’integrazione delle proprie agenzie di spionaggio. Più di una fonte, a tal proposito, ha ammesso al Financial Times che probabilmente le cancellerie europee non saranno favorevoli al progetto, ma allo stesso tempo è stato ribadito che già da tempo ci sono dubbi sull’efficacia delle attuali strutture di sicurezza europee, con particolare riguardo alla risposta europea alla guerra ibrida della Russia e alle crisi globali.