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Manca ormai meno di una settimana al probabile voto del Parlamento europeo (18 luglio) per confermare la nomina di Ursula von der Leyen a Presidente della Commissione europea. Come cinque anni fa, sembra si tratterà di una lotta all’ultimo voto. Ma mentre l’attenzione resta puntata sulla delicata fase di transizione delle istituzioni europee, la politica internazionale corre veloce. Con questo sondaggio ISPI realizzato da IPSOS abbiamo cercato di capire proprio questo: quali sono, secondo gli italiani, le sfide e quali le priorità su cui dovrebbe concentrarsi l’UE nei prossimi cinque anni? E che ruolo, in questo, potrà giocare l’Italia?

Il sondaggio è realizzato nell’ambito dell’Osservatorio “ItaliaInsight – Gli Italiani e la politica internazionale” di ISPI e IPSOS, un monitoraggio continuativo dell’opinione pubblica nazionale sui temi di politica internazionale e sul ruolo dell’Italia nel mondo. Questi, in sintesi, i principali risultati emersi:

– Secondo i cittadini italiani, nel prossimo ciclo istituzionale (2024-2029) la Commissione europea dovrebbe concentrarsi soprattutto su due grandi temi: ridurre il costo della vita, soprattutto per quanto riguarda l’energia (lo indica il 31% degli interpellati), e difendere la democrazia e lo stato di diritto (28%). A sottolineare la portata di queste sfide, al terzo posto troviamo la necessità di accelerare la transizione verde (22%), nonostante la difficoltà di conciliarlo con costi dell’energia sufficientemente bassi. Sono ben 8 italiani su 10 quelli che, tra chi ha un’opinione in merito, pensano che con Donald Trump alla Casa Bianca i rapporti Stati Uniti-UE peggiorerebbero. C’è tuttavia una nota positiva: tra il 79% degli italiani che ritiene che le cose peggiorerebbero, sono molti di più (50%) quelli che pensano che l’elezione di Trump potrebbe essere una spinta per l’UE a essere più coesa rispetto a chi (29%) pensa che in tal caso l’UE sarebbe ancora più divisa.

– A proposito delle elezioni americane, anche in merito al conflitto russo-ucraino tra gli italiani regna l’incertezza, con il 37% di loro che dichiara di non sapere cosa accadrebbe all’Ucraina in caso di rielezione di Trump. Tra chi sceglie di rispondere, però, il quadro sembra chiaro: solo il 15% crede che con Trump gli Stati Uniti continuerebbero ad aiutare Kiev.

– Quando si tratta di individuare priorità regionali, gli italiani individuano più o meno le stesse priorità per l’UE e per l’Italia. Nei primi quattro posti in classifica troviamo l’Europa e l’Occidente in quanto tali, la Russia e gli ex paesi sovietici, l’Africa, e l’Asia orientale (Cina inclusa). Tuttavia, vale la pena notare come, agli occhi degli italiani, l’ordine di queste priorità cambi se si tratta di UE o di Italia. Per l’Europa, la Russia è infatti la seconda priorità (indicata dal 17% degli intervistati), mentre quest’ultima scivola in quarta posizione per l’Italia (14%), scalzata sia dall’Asia orientale (16%), sia dall’Africa (17%) che guadagna la seconda posizione. Differenze non enormi, ma che testimoniano della differente percezione e posizione dell’Italia rispetto al resto d’Europa: più proiettata verso il Mediterraneo e l’Africa che verso est.

– proprio sull’Africa che si concentrano le ultime due domande del sondaggio ISPI. Nella prima, tra gli italiani che esprimono un’opinione in merito, quasi 9 su 10 (86%) ritengono che gli aiuti allo sviluppo che l’Italia destina al continente africano

siano giusti. A cambiare molto sono tuttavia le motivazioni indicate. Per una maggioranza delle persone che ritiene gli aiuti giusti (55%), essi lo sono per una motivazione “egoistica”: o perché servirebbero a limitare l’immigrazione in Europa dal continente africano (34%), o perché aprono nuovi mercati per le imprese italiane (21%). Solo il restante 32% li ritiene un dovere morale dei paesi più ricchi nei confronti di quelli più poveri.

Sondaggio realizzato da Ipsos per ISPI presso un campione proporzionale della popolazione italiana maggiorenne per quote di genere, età, livello di scolarità, area geografica di residenza, dimensione del comune di residenza. Sono state realizzate 800 interviste (su 4.621 contatti), condotte online con metodo CAWI tra il 2 e il 4 luglio 2024.

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