di Mariarita Cupersito –

A pochi giorni dalle dure osservazioni di Mario Draghi sull’Unione europea in occasione del suo intervento al meeting di Rimini, la presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola, anch’essa ospite della manifestazione, dà ragione all’ex premier spronando al cambiamento.

“L’Europa non è completa ma il suo destino dipende da tutti noi”, ha dichiarato. “Lottiamo per l’Europa, è questo il mio appello. Non sottovalutiamo mai ciò che possiamo diventare. Abbiamo bisogno di un’Europa più forte che promuove la pace, e come ha detto Draghi, la forza economica è il suo soft power ma non è più sufficiente: lo status quo non può bastare. Siamo davanti al bivio: o cambiamo o siamo destinati all’irrilevanza. L’Europa non è una spettatrice. Non lo è mai stata e non deve mai diventarlo. L’Europa ha sempre trovato la forza di guidare, agire e difendere ciò che è giusto. Ora è il momento di avere il coraggio di costruire un’Europa che possa essere ancora più forte, più unita, più resiliente e in grado di difendersi e di essere una leader mondiale”.

Nel corso del suo intervento dal titolo “Nuovi mattoni per l’Europa”, Roberta Metsola ha dato spazio a temi come l’economia e le imprese: “le nostre industrie danno lavoro a milioni di persone; dobbiamo agevolarle, semplificare il più possibile”.

Non sono mancati i riferimenti agli scenari internazionali, in particolare alla situazione di Gaza definita “orribile e intollerabile”, aggiungendo che è necessario “insistere per un cessate il fuoco”, e alla situazione dell’Ucraina, in merito alla quale ha dichiarato: “vogliamo la pace, ma con garanzie di sicurezza perché altrimenti non durerà. Sull’Europa non si può decidere nulla senza l’Europa”.

La presidente del Parlamento Ue ha inoltre lanciato un appello per cambiare le istituzioni europee dall’interno. “Negli ultimi anni il Parlamento europeo è stato riformato in modo radicale, perché abbiamo capito che se le nostre istituzioni diventano troppo miopi, troppo comode o troppo appesantite dalla burocrazia per adattarsi, i cittadini perderanno fiducia nella capacità dell’Europa di mantenere le proprie promesse” ha dichiarato.

“Il mio caro amico David Sassoli ci aveva messo in guardia su questo, anche qui a Rimini. Gli europei, per natura, creano e aspirano all’eccellenza. È questo che ha reso la nostra parte del mondo protagonista del progresso globale e delle rivoluzioni industriali. Così abbiamo generato arte, coltivato cultura, costruito imprese e portato intere generazioni dalla povertà e dalla guerra alla prosperità. E pochi conoscono questa verità meglio dell’Italia”.