di Giuseppe Gagliano –
La crisi energetica che sta colpendo l’Europa, con un aumento vertiginoso dei costi dell’energia, è il risultato diretto di una serie di fattori geopolitici, economici e strutturali. L’Agenzia Internazionale dell’Energia stima che nel 2023 il costo dell’energia elettrica in Europa è stato il doppio rispetto agli Stati Uniti, principalmente a causa del passaggio forzato dal gas russo a basso costo al gas naturale liquefatto (GNL) molto più costoso.
Questo cambio è stato accelerato dalla guerra in Ucraina e dalle sanzioni contro Mosca, che hanno costretto l’Europa a trovare rapidamente alternative. Il GNL, diversamente dal gas trasportato via gasdotto, è soggetto alle dinamiche del libero mercato, il che lo rende estremamente volatile e legato ai prezzi globali.
Il trasporto del GNL, che in Europa arriva soprattutto dagli Stati Uniti, comporta costi aggiuntivi significativi, dalla liquefazione del gas per essere trasportato via mare, alla rigassificazione una volta giunto a destinazione. Questo processo rende il GNL da quattro a cinque volte più costoso in Europa rispetto agli Stati Uniti, che possono beneficiare di una produzione interna abbondante e a basso costo. Nonostante la capacità economica dell’Europa di assorbire questi costi, come sottolineato da Helen Thompson dell’Università di Cambridge, il problema della competitività a lungo termine si aggrava. Le industrie europee, come quella delle plastiche in Germania, stanno lottando per rimanere competitive di fronte a costi energetici insostenibili. Questo potrebbe portare a una deindustrializzazione in alcune aree e a un aumento della dipendenza da produttori extraeuropei. Inoltre la crisi energetica mette in evidenza la vulnerabilità dell’Europa nel suo approvvigionamento energetico, sottolineando la necessità di diversificare le fonti e accelerare la transizione verso energie rinnovabili.
Tuttavia questa transizione non è priva di difficoltà, poiché richiede investimenti enormi e tempo per ridurre la dipendenza dai combustibili fossili.
Sul piano geopolitico l’Europa si trova ora a competere con altri grandi acquirenti di GNL come l’Asia, aggravando ulteriormente la pressione sui prezzi. La crisi energetica europea mostra chiaramente come le scelte geopolitiche, come la dipendenza dal gas russo, possano avere conseguenze economiche disastrose in un contesto di conflitto e tensioni internazionali.
Il gas liquefatto viene estratto negli Usa con tecniche che prevedono micro terremoti (gas di scisto), una modalità proibita nell’Unione Europea a causa dell’alto inquinamento atmosferico che ne consegue.
Diversi paesi europei hanno comunque visto di recente una crescita delle importazioni del gas russo, migliore in qualità e a minor costo di quello statunitense.




