di Giuseppe Gagliano

Un nuovo fronte di tensione si apre tra Bruxelles e Pechino. A meno di 24 ore dal vertice sino-europeo di Pechino, la Cina ha presentato una protesta “solenne” contro l’Unione Europea per l’inserimento di due istituti finanziari cinesi nel 18mo pacchetto di sanzioni contro la Russia.

Il ministro cinese del Commercio, Wang Wentao, ha espresso la propria irritazione al commissario europeo Maros Sefcovic, definendo le misure “contrarie al consenso” tra le due potenze e potenzialmente distruttive per i rapporti commerciali.

Colpendo banche cinesi, l’UE ha varcato una soglia delicata: quella di intromettersi nella cooperazione sovrana tra Cina e Russia. Finora Pechino aveva mantenuto una posizione di relativa neutralità sul conflitto in Ucraina, ma agli occhi delle cancellerie occidentali appare sempre più come un alleato silenzioso del Cremlino. Pechino respinge queste accuse, rivendicando il diritto di intrattenere rapporti economici con chiunque, Mosca compresa.

Bruxelles sostiene che la Cina stia sostenendo indirettamente l’economia di guerra russa. Ma in realtà, le sanzioni stesse hanno accelerato l’integrazione economica tra Mosca e Pechino. Mentre l’Europa ha chiuso la porta agli idrocarburi russi, la Cina è diventata il primo partner energetico della Russia e ha sviluppato reti bancarie alternative. Un’autonomia che preoccupa Bruxelles e indebolisce la posizione dell’euro sul mercato globale.

Il vertice di giovedì tra Xi Jinping e i leader europei Ursula von der Leyen e Antonio Costa si preannuncia teso. Ai dossier sui veicoli elettrici e sulle terre rare si aggiungono ora misure di ritorsione contro aziende europee e il nodo delle sanzioni. Ma è la guerra in Ucraina a cristallizzare il conflitto di visioni tra le due potenze.

L’Unione Europea, allineata con Washington, continua a scommettere su sanzioni a catena per fiaccare la Russia. Tuttavia, Mosca ha saputo adattarsi grazie alle alleanze orientali, in primis con la Cina. Pechino vede in queste sanzioni uno strumento di “guerra fredda economica” contro i Paesi che rifiutano di schierarsi con l’Occidente.

Il rischio isolamento per Bruxelles

L’Europa, che afferma di difendere la pace, rischia di isolarsi dai partner asiatici e di scavare un solco sempre più profondo con il resto del mondo. La Cina, invece, difende la propria sovranità economica e ribadisce che il multilateralismo non può essere imposto da Bruxelles.

La crisi delle sanzioni mostra come la guerra in Ucraina abbia trasformato le alleanze globali. L’Europa è chiamata a scegliere se continuare una strategia punitiva che rafforza i legami tra Mosca e Pechino o cercare un nuovo equilibrio in uno scenario multipolare che sfugge sempre più al suo controllo.