di Alessio Cuel

Come preannunciato nelle settimane scorse, il vicepresidente della Commissione europea e commissario Ue per il Clima e il Green Deal europeo Frans Timmermans ha deciso di dimettersi dalla Commissione, interrompendo così un impegno nell’istituzione di Bruxelles che durava da nove anni, per candidarsi a primo ministro in Olanda, suo paese natale.

A rendere nota la notizia, un comunicato della Commissione europea di mercoledì 23 agosto. Timmermans verrà sostituito da uno degli altri vicepresidenti, lo slovacco Maroš Šefčovič, a cui andranno le deleghe di vicepresidente per il Green Deal europeo e, provvisoriamente, anche quelle relative al clima.

Per il capo delegazione di Fratelli d’Italia al Parlamento europeo, Carlo Fidanza, la notizia delle dimissioni di Timmermans per candidarsi a leader di una coalizione “rosso-verde” in vista delle prossime elezioni olandesi di novembre è un’ottima notizia per i cittadini europei. Per l’eurodeputato di Fratelli d’Italia, partito che afferisce al gruppo dei Conservatori e Riformisti, l’addio di Timmermans può costituire una svolta verso una politica verde più pragmatica e meno estremista e ideologica.

Sulla stessa lunghezza d’onda, ma dal gruppo liberale di Renew Europe, il commento dell’ex eurodeputato Carlo Calenda. Il leader di Azione, che affida il proprio pensiero a Twitter, commenta: “Timmermans è stato un vicepresidente della Commissione europea disastroso. Il suo Green Deal è pieno di fuffa e ideologia, insufficiente nei mezzi e tecnologicamente irrealizzabile. Ha costruito il suo personaggio di paladino dell’ambiente a spese dei cittadini europei, delle imprese e della transizione ambientale, quella vera. Non lo rimpiangeremo”.

Tra i provvedimenti più discussi sostenuti da Timmermans vi è certamente il pacchetto Fit for 55, che impone tra le altre cose lo stop alla vendita di auto con motori a combustione interna a partire dal 2035.

Mentre a Bruxelles la Commissione von der Leyen dovrà portare avanti le politiche del Green Deal senza il proprio massimo sostenitore, in Olanda è già iniziata la corsa al dopo Rutte.

Desta interesse, oltre a quella di Timmermans, la candidatura dell’indipendente Pieter Omtzigt. Nel frammentato quadro politico olandese, il neonato partito di Omtzigt “Nieuw Sociaal Contract”, secondo una recente indagine di I&O Research, potrebbe ottenere 31 seggi su 150 della Tweede Kamer, risultando il primo partito del paese.