di Francesco Pontelli –
La presidente del Parlamento europeo Roberta Metsola continua a insistere per l’adozione di una procedura accelerata che consenta l’ingresso dell’Ucraina nell’Unione Europea. Di conseguenza, con la semplice giustificazione del raggiungimento di un proprio obiettivo geopolitico, fortemente influenzato da una posizione ideologica, vengono bypassate le procedure stabilite per l’ingresso di nuovi Paesi nell’Unione Europea, azzerando così completamente la certezza del diritto europeo, che si fonda proprio sul rispetto delle norme europee.
La Commissione europea, così come il Parlamento europeo, pur in totale assenza di un preciso mandato elettorale relativo all’adozione di questa procedura straordinaria per l’Ucraina, non si preoccupa di stravolgere tutte le procedure previste per l’ingresso degli Stati nell’Unione europea.
La conseguenza inevitabile della forzatura dell’iter legislativo, richiesta dalla presidente del Parlamento Metsola, si manifesta con il passaggio a un quadro normativo europeo basato sull’incertezza del diritto, che può essere piegato e interpretato in modo diverso a seconda delle esigenze politiche.
Ci si chiede, allora, per quale motivo l’Unione europea venga percepita come un’istituzione priva di qualsiasi regola da parte di chi la dirige, dal momento che si dimostra, e conferma, la prima a infrangere ogni quadro normativo pur di realizzare il proprio progetto politico e istituzionale.
Ancora una volta l’Unione Europea si comporta come un soggetto politico e non come un’istituzione, rimanendo lontana anni luce dalle legittime aspettative dei cittadini, specialmente in un periodo, come quello attuale, caratterizzato da due conflitti ancora in corso.












